martedì 6 aprile 2010

Piovono pietre

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1993, Ken Loach.

Colmo una lacuna nella mia filmografia di "Ken il rosso".
"Quando piove sui poveri piovono pietre" è un proverbio inglese che ispira il titolo. Di proverbi italiani analoghi non ne mancano.
Bob vive a Manchester gli anni della deregulation liberista attuata da margaret thatcher.
E' disoccupato, moglie e bimba piccola che deve fare la comunione a carico. Insieme all'amico Tom cerca ogni espediente possibile per racimolare denaro, compreso piccoli furti.

Molto cattolico, è fissato che la figlia deve avere per la cerimonia un vestitino degno d'una principessa. Rifiuta ogni compromesso, ma la cifra da sborsare è per lui altissima. Finirà in mano ai cravattari...

Un'area degradata quella ritratta, dove di "bob" ce n'è in ogni angolo si guardi. Persone oneste e perbene che, perso il lavoro, hanno un'età che non gli permette alcuna opportunità. Per i giovani le prospettive non sono più rosee. A tratti divertente, in sostanza una escalation di problemi dei quali il finire col chiedere soldi agli strozzini ne rappresenta l'apice, quasi il punto d'arrivo finale.
Curioso che sia proprio la fede cattolica e non quella anglicana a costituire il solo punto fermo del povero Bob, o forse al posto di curioso bisognerebbe dire significativo.

Girato con molti attori non professionisti, ha il solito e mai noioso realismo tipico del regista. Il dramma che precede il finale, quando l'usuraio va a casa di Bob a minacciare moglie e figlia essendo lui assente, è una scena fortissima.

Merita decisamente la visione. Per chi ama il vero Ken Loach è obbligatorio.

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