venerdì 16 aprile 2010

La Jetée - Il Molo

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1963, Chris Marker.

Siamo all'aeroporto parigino di Orly. Un uomo muore. Subito dopo ci troviamo dentro a catacombali sotterranei. E' il solo ambiente dove è possibile vivere, fuori il pianeta è stato distrutto e reso invivibile dal terzo conflitto mondiale, nucleare.

Nel sotterraneo avvengono esperimenti che sono la sola speranza di sopravvivenza per questo popolo di topi. Si scelgono persone che possano viaggiare nel tempo. Viene individuato un uomo che dispone nella propria mente di almeno un'immagine fissa. Dopo molti uomini sacrificati, o perché morti o completamente impazziti per aver percepito una loro seconda nascita, finalmente quest'ultimo anche se con grandi sofferenze riesce a viaggiare nel passato, restandoci, riuscendo a sostenere ripetute iniezioni.

Nel passato incontra una donna che conosce anche se non sa come né quando l'ha conosciuta. La frequenta, se ne innamora, lei s'innamora. Ma dovrà abbandonarla, è destinato ad un altro esperimento. Finalmente hanno trovato l'uomo che è in grado di viaggiare nel tempo essendo lo spazio a loro precluso. Però non è nel passato che devono chiedere aiuto, è nel futuro che dovrà andare il navigatore del tempo. Finale sconvolgente.

Metafore complesse, criptico ma molto interpretabile. E' una sequenza d'immagini in bianco e nero, tutte fisse tranne un paio di eccezioni con zoomata sull'immagine stessa. Un fotoromanzo, raccontato da una voce fuori campo.

Breve. In soli 26 min ci viene raccontato tutto.
Un denso concentrato di sensazioni agghiacciante e visionario.
Assolutamente imperdibile.

5 commenti:

  1. quando è che farai una bella recensione di un film dei vanzina? XD

    scherzi a parte deve essere proprio bello La Jetée

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  2. dalla trama sembra un racconto di dick..per cui,me lo cerco

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  3. è bello è bello, e si trova facilmente...
    i vanzina dici? del padre ne ho visti due ;-)

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  4. Mi sono piaciuti molto due termini da te usati: interpretabile e denso. Nonostante lo stile è assimilabilissimo, e sono 26 minuti molto profondi.

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  5. ciao occhio. sì, lascia interdetti all'inizio vedere una serie di foto, però appunto il messaggio alla fine risulta chiaro e diretto. come dicevi da te, è molto poco noto, ingiustamente.

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