lunedì 26 aprile 2010

American Splendor

4
2003, Robert Pulcini, Shari Springer Berman.

Film biografico semi-documentaristico dedicato ad Harvey Peckar, autore della collana American Splendor di grande successo negli Stati Uniti.

Peakar, grandissimo appassionato e collezionista di fumetti underground e di musica in particolare jazz e blues, di mestiere è archivista all'ospedale di Cleveland. Solo, con 2 matrimoni fallimentari alle spalle, rimane con l'ossessione per le sue collezioni ed una situazione personale trasandata, perennemente distratta, disillusa in tutto. Poi un giorno coglie l'ispirazione per scrivere un fumetto sulla sua stessa vita. Non disegna, scrive solo i testi su immagini stilizzate e poi li dà ad un amico fumettista da illustrare. Riscuotono da subito un discreto successo, non sufficiente a dargli da vivere però abbastanza da renderlo noto.

Le sue storie hanno una caratteristica inedita: sono reali, privi di personaggi di fantasia. La biografia del quotidiano di un uomo privo di qualunque forma di successo che il Sogno Americano possa far immaginare, lo stesso titolo è estremamente ironico. Tutti gli amici, colleghi e conoscenti di Peakar si ritroveranno illustrati e nessuno di loro sentendosi maltrattato. Peakar ha curiose osservazioni sui fatti più banali, cose scontate ma espresse con un senso d'ironia e sarcasmo inoffensivo quanto divertente! L'Uomo Comune, circondato dal meglio/peggio degli Uomini Comuni, diventa una star del fumetto. E anche della tv. Littermann dopo un prima esilarante intervista lo invita regolarmente al suo famoso show e lui ci va, per fare qualche soldo ed anche pubblicità ai suoi fumetti, reggendo per un po' di tempo fino a quando sbroccherà in diretta tutto il suo astio per lo star-system televisivo, per il capitalismo selvaggio, per il servaggio di media e di uomini dello spettacolo: lui disprezza tutto ciò.

Una vita dedicata ad un fumetto dedicato a sé, un film dedicato al fumetto e quindi al personaggio, il film raccontato a striscie come un fumetto nel quale a rappresentare l'autore c'è un attore (bravissimo Paul Giamatti) e l'autore stesso che si racconta intervistato o come voce fuori campo o con immagini reali come quelle divertentissime del Littermann Show. Una matrioska a più livelli.

E' una storia estremamente discreta che è anche un ritratto della vita di "provincia" americana di quegli anni, tra i 60 ed i 90. Mai retorica, nemmeno quando racconta del cancro che colpì Peakar o dell'adozione, momenti molto commoventi ma raccontati col disincanto e la discrezione che accompagnano la vita del protagonista ed anche della sua compagna di vita, Joyce Brabner, che grande importanza ha avuto. Tanta splendida musica attinta dalla collezione di Peakar accompagna perfettamente il tutto.

Film adorabile per tanti aspetti, personalmente è tra i miei cult, mi sono divertito molto ed ho ammirato l'umiltà e la capacità di Peakar di riuscire a fare, alla fine, quello che desiderava restando sempre sé stesso.
Assolutamente da vedere!

4 commenti:

  1. ho in programma di vederlo già da un po', dopo la tua rece dovrebbe essere la volta buona

    (ovviamente pure questo non è mai uscito in italia)

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  2. certe volte sono quasi "contento" che non escano in italia, così me li guardo in lingua originale coi sottotitoli. doppiare questo, ad es., sarebbe stato un delitto.
    con la tua competenza musicale ci scriverai delle gran cose. :)

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  3. incompetenza musicale, vorrai dire :D

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  4. allora diciamo che sei, tra quelli che conosco, uno che si sforza di essere il meno incompetente possibile ok? :)

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