giovedì 15 aprile 2010

Viola di mare

6
2009, Donatella Maiorca.

Angela (bravissima Valeria Solarino) e Sara (brava anche Isabella Ragonese) crescono insieme da bambine in una imprecisata isola siciliana. Per anni a cavallo dell'unità d'Italia si perderanno per poi ritrovarsi giovani donne quando Sara tornerà sull'isola. Angela è sicura da sempre di amarla, non ha fatto altro che aspettarla. Sara all'inizio è un po' sconcertata, ma poi ricambierà.

Il padre di Angela, Don Salvatore (grandissimo Ennio Fantastichini!), è il principale imprenditore dell'isola, proprietario delle cave di tufo dove lavorano in molti. Già scontento dalla nascita della figlia ché voleva un maschio, quando Angela confessa il suo amore per Sara la rinchiude in uno scantinato. Sarà la moglie a farlo "ragionare": possono farla diventare Angelo...

Una relazione certamente non facile per l'epoca alla quale si aprono sbocchi e possibilità. La trama è tratta dal libro "Minchia di Re" di Giacomo Pilati, a sua volta dichiaratamente ispirato da una storia vera.
Storia coraggiosa in Italia visti i tempi che tendono a tornare a quegli anni invece che progredire, basti pensare cosa continua a dire la chiesa a riguardo dell'omosessualità e poi quanto la chiesa influenzi malamente, "educando" all'intolleranza ed alla emarginazione, il suo gregge di seguaci. E' girato bene e con cura, duro a volte, dolce e romantico in altre, sempre ottimamente interpretato.

Musiche originali di Gianna Nannini, scelta non casuale. Merita la visione.

Brava Donatella Maiorca! Mi permetti? ...  se ti "spogli" di qualche pudore che ancora ti resta puoi arrivare molto in alto, la cinepresa la sai usare, gli attori anche, ma il timore di urtare la sensibilità, o la suscettibilità, di qualcuno ti frena. L'amore delle 2 donne, così sofferto, l'avrei visto carnalmente più passionale e chi se ne frega se gli attori faticano, zitti e muti devono obbedire e fare il loro mestiere! Il lavoro nella cava, anche quello, avrei voluto vedere, respirare il sudore, la polvere, quella fatica che i siciliani conoscono bene. Non hai letto Rosso Malpelo? Quando li vedevo lavorare quei ragazzi ci pensavo continuamente al racconto di Verga. Anche se non era il tema principale del film, soprattutto quando Angelo diventa il capo, delle scene importanti di lavoro avrebbero contribuito sia alla qualità storica del film che alla sua fisicità.

Qualche osservazione, da uno che vorrebbe vedere del Grande Cinema Italiano, e ci sei vicina, molto.

Siccome voglio concludere con dei complimenti, che ti meriti davvero!, devo dire che il finale è bellissimo, struggente, mi sono emozionato.

6 commenti:

  1. Ciao Roby! Ti è arrivata la mail?:)

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  2. arrivata, e non solo la mail ;-)
    ti avevo risposto ma mi è tornata indietro, bho.
    fa niente, l'importante è che mi attende un feast-weekend :D

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  3. Che combinazione, mi ero appena imbattuto, sfogliando a caso il Morandini, nello svedese Fucking Amal... Credo che bisognerebbe, per contrastare la diabolica Fucking Kiesa, (ri)educare il gregge facendogli vedere, in età più tenera possibile, film di questo tipo...

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  4. Molto interessante quel film, fra un po' lo guarderò sicuramente, ora mi risulterebbe ridondante. Ottima la proposta educativa, ahah!, la vedo dura però in tempi brevi, forse nel 4 millennio...

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  5. A me sembra che la regista abbia descritto molto bene l'amore fra le due donne anche nella sua passionalità, da quel punto di vista non cambierei nulla. Ti dirò di più, insistere sul lato "carnale" poteva essere una scelta facile mentre la Maiorca è riuscita a mantenere l'equilibrio, dimostrando che l'amore è amore, non importa di che tipo. E questo messaggio credo sia importantissimo per chi vede l'omosessualità come una "malattia" o qualcosa di morboso. La chiesa, è vero, contribuisce fortemente all'intolleranza e alla discriminazione ma, ahimé, l'omofobia è fortemente radicata nella maggiorparte delle persone, nel loro animo e per motivi che non c'entrano niente con la religione.

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  6. non è che volessi vedere sesso esplicito eh! :-)
    ma più Passione, come detto, in una storia così sofferta... mi è appunto parso, il film, succube del pensiero comune. l'amore omo non ha diritto ad essere rappresentato come quello etero? secondo me sì. si può anche scegliere di non rappresentarlo affatto il sesso ovviamente.

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