domenica 14 febbraio 2010

Izo

9
2004, Takashi Miike.

Capolavoro Indescrivibile.
Capolavoro perché lo è, e Indescrivibile per la stessa ragione.

Se non si hanno problemi a reggere le sanguinarie peripezie di Izo, si assiste ad un film che è un doppio concentrato di miti, leggende, tradizioni,
filosofia giapponese (e forse anche non solo quella), e sono già uno "fortunato" che per motivi che non sto a spiegare ne conosco un po', ma chissà quante non ne ho colte o mi sono perso...

Film da guardare e riguardare, studiare, ammirare in ogni scena.
Provo a raccontarne la trama e qualche significato, ma prendete tutto con ampio beneficio di difetto.

Sinossi essenziale: Izo è un guerriero-samurai-killer dell'epoca medioevale giapponese, che viene condannato a morire crocefisso. Ancora sulla croce emerge un desiderio infernale di vendetta. Rinascerà in epoca moderna, immediatamente si metterà alla ricerca dell'imperatore e chiunque si frapporrà sulla sua strada sarà trucidato.

Nato per essere assassino, un demonio irrefrenabile, la sua vita è narrata ellitticamente nel tempo. Izo vive (e rivive) sia il medioevo che i nostri giorni. Missione? Uccidere. Perché? Perché sì.

L'intervallarsi di immagini storiche di repertorio, tutte riguardanti violenze e guerre nel mondo ed in giappone in particolare vuole farci capire qualcosa. Che cosa è difficile dirlo, come detto questo film ha una carica di contenuti, espressa con un'energia letteralmente bestiale, che è impressionante. Un altro elemento curioso è il cantastorie che con la chitarra si frappone fra un capitolo ed un altro, peccato non poterne seguire il testo coi sottotitoli perché è evidente che descrive le situazioni trascorse e a venire.

Nel proseguire la sua missione Izo ci porta dalle sue vittime, che s'interrogano sulla sua natura, sul suo scopo, oltre che come fermarlo. E' in questi momenti che tutti i "miti" citati emergono, la fatuità della vita, il karma, i regni dell'esistenza. Emergono con parole, simbologie.

Netta la sensazione che Izo distrugga tutto, ogni valore, ogni costume proprio ad esaltarne l'inutilità, l'astrattezza. Emblematica una scena, quasi summa di quello che percepivo, in una classe di bambini dove si discutono parole come Amore, Civiltà, Stato, dove emerge che sono solo parole, convenzioni, termini astratti che gli uomini si sono dati per esercitare potere sulle cose e persino sui sentimenti umani.

Tutto può e viene distrutto da un colpo di katana, cessa di esistere, quasi sbeffeggiato.
C'è molto più sadismo in questo che in un corpo tagliato in due parti di netto.

Non me la sento di dilungarmi oltre.
Da Olimpo.

9 commenti:

  1. Questo mi manca. Recupero subito alla mancanza:)

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  2. fammi sapere vitone, sono curioso di cosa ne pensi.

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  3. Dalla descrizione sembra un bel film!
    Mi hai convinto... lo vedrò sicuramente.

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  4. Il dolore è la prova che tu esisti!
    Sono mai esistito io?

    Dopo tredici minuti di Izo ho finito di esistere io...

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  5. cioè? l'hai mollato lì dopo 13 min? no dai!

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  6. I 13 minuti più lunghi della mia vita (a parte l'altra sera che ero a bocca aperta col trapano del dentista che scorrazzava tra i denti).
    Sì, ho mollato... ed è molto strano per me perchè di solito finisco i libri ed i film che inizio.


    A questo punto mi domando... ma tu... chi sei?
    Come fai?
    Qual'è il tuo segreto?

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  7. ahah! ok dai, spero ti piacciano gli altri che ti dicevo.
    non so, io metto su il film e ci viaggio dentro, sento che sensazioni mi dà e le scrivo. :)
    nessuno esiste di per sé, credo molte colpe risiedano nei libri letti e nelle esperienze fatte che poi ti fanno vedere i film in un certo modo.
    grazie per la risata! :D

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  8. Sì, vabbè, ma il Bob Dylan giapponese se lo potevano pure risparmiare!

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  9. bho, non so chi lo ha detto, questi paragoni non piacciono nemmeno a me.

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