lunedì 22 febbraio 2010

Gli Ultimi

9
1963, Vito Pandolfi, David Maria Turoldo.


Girato a Coderno (UD) con gli stessi abitanti del luogo, tratto da un racconto autobiografico di un prete "illuminista", David Maria Turoldo, che non ho potuto fare a meno di citare al pari di Vito Pandolfi, regista ed intellettuale dichiaratamente marxista. Una "coppia" che non fu per niente apprezzata dal vaticano ed il film subì un'inevitabile ostracismo, d'altronde ai giorni nostri le cose non vanno molto diversamente...

Anche se in locandina compare il padre, il grande protagonista è Checo, un bambino di 10 anni, tanto talentuoso a scuola, nel disegno in particolare, quanto povero di famiglia. Proprietari di un pezzo di terra paragonabile ad un orto, per il resto si lavora come braccianti e se non si va a morire nelle miniere del Belgio, restando a Coderno è una continua lotta per non morire di fame. Tutto il film, ambientato tra le due guerre, è il ritratto di una famiglia di "ultimi", "pidocchi", poveri tra i poveri, dignitosi però nei modi, solidali, una famiglia di alti valori umani e, per una volta, vissuti con dignità assoluta non dipendente da alcun credo. C'è costante, nonostante le continue umiliazioni subite, la volontà di lottare, di sperare in una rinascita. I momenti di sconforto vengono superati insieme, persino quello più drammatico, il solo nel quale Checo non sentirà più nemmeno la forza protettiva del padre, uno dei momenti di più grande drammaticità.

E' una splendida famiglia ma non c'è traccia di retorica, o mielosità, o mendace e questuante religiosità.
La vita è durissima ed è ritratta senza sconti. Quello che manca è la crudeltà che non di rado, ai tempi, si manifestava tra le mura domestiche (vedi il meraviglioso e corregionale Maria Zef), quasi se non peggio che fuori, e va bene, è giusto, mica tutte le famiglie potevano essere così.
La pietas è diretta conseguenza del grande amore per la gente ed i luoghi che i due intellettuali che hanno collaborato a realizzare per questo film provavano. Diversi i momenti che mi hanno commosso fortemente, veri, quel girare tutto poi solo con suoni e luci naturali, con tanta cura, è davvero emozionante. E' un film voluto, sentito, vissuto prima e riprodotto poi.

Quante riflessioni si potrebbero e dovrebbero fare su una simile meraviglia. Pasolini, di origini friulane da parte di madre, fu tra i pochissimi estimatori coevi, e disse che era di "assoluta severità estetica". Altro estimatore Ungaretti, che ne disse: "schietta e alta poesia". Non sono giudizi da niente, da persone qualsiasi.

Dico una "mia" se permettete. Su un film etico, realistico, di formazione come questo non riesco ad evitarlo.
E' stato grandissimo il mio stupore nel vedere rappresentato, da un marxista e da un prete cattolico, un concetto che ho imparato in tutt'altri contesti, quello della Rivoluzione Umana. E' un ideale religiosamente e filosoficamente orientale, concentrato sulla totale assunzione di responsabilità, su di sé, su quello che accade alla propria vita, questo sia per quanto riguarda il comprensibile che quello che non lo è. Un'idea terribile ed al tempo stesso piena di speranza nel potenziale delle persone: se si fatica ad accettare che le cause di ciò che si vive risiedono dentro di noi, è bello poter pensare che allora, lavorando sulla propria vita, è possibile vivere effetti diversi. La seconda parte del discorso però include la prima, sono le facce di una stessa medaglia.
Come sempre accade, là dove la vita viene vissuta con valore, umanità ed empatia non occorre scomodare Confucio o Shakyamuni. La saggezza dell'esperienza di vita ben interpretata è sufficiente. Questi contadini, nella loro totale umiltà, ci danno una lezione precisa, con modestia di termini ed azioni.

Ho parlato pure troppo, mi fermo qua.
Film meraviglioso.
Mandi.

p.s. un super-doveroso grazie a Grazia, che mi ha permesso di conoscere sia questo film che Maria Zef.
per uno che, come me, ama follemente Ermanno Olmi e Franco Piavoli sono stati una manna dal cielo.

9 commenti:

  1. Due menzioni : Il sindaco di Firenze , La Pira , che appoggiò il pensiero di Turoldo , fu uno dei pochi casi di rappresentanza delle istituzioni oneste e corrette anche se la sua corrente religiosa era dichiaratamente esplicita.
    Ma ho letto che questo film ha due finali ... erudiscimi , Roby .......

    RispondiElimina
  2. eh, i finali sono proprio quelli che evito di enunciare, ma in modo sibillino posso dirti ciò, per come li ho visti io:
    - uno è disillusorio sull'ineluttabile destino che Checo avrà nell'immediato. si vorrebbe che un mecenate lo prenda sotto la sua custodia, gli permetta di studiare e dipingere, ecc... , ma questa non è una favola, quindi...
    - l'altro è solo enunciato dal narratore nel finale. il film finisce che Checo ha 10 anni, ma la storia è narrata dopo. Che fine ha fatto Checo, cioè i ragazzi come lui?

    ecco, penso siano questi i 2 finali, ti ho risposto, spero, solo incuriosendoti con qualche indizio.

    io però ho letto una sola menzione, tu dici 2. qual'è l'altra?

    RispondiElimina
  3. Come al solito ,quando scrivo , penso ,ragiono , rifletto e sospiro : in pratica bisticcio con il cervello....le menzioni a cui mi riferivo erano una su La Pira , e l'altra sul finale del ambivalente del film. Ho usato il verbo menzionare , dandogli un valore oramai in disuso ( come me ) : ricordare .

    RispondiElimina
  4. ok. intendevi anche dire 2 finali nel senso di "ambivalente"? come morale? io ne ho visti 2 proprio fisicamente intesi.

    RispondiElimina
  5. del resto, se il cristianesimo si applicasse alla lettera, il Vatikano meriterebbe una fine ben peggiore delle povere Sodoma e Gomorra... si potrebbe cominciare con un papa tipo Don Gallo: sarebbe forse (dico forse) la volta che pure io scriverei Papa invece di papA, con la maiuscola finale spregiativa.

    RispondiElimina
  6. ahah! la maiuscola finale spregiativa te la rubo come idea! :D
    però ecco, Nicola, mi spiacerebbe se il discorso si spostasse dal film, che è molto meritevole, al vaticano. ;-)

    RispondiElimina
  7. Grazie Roby, sono tornata adesso ed ero curiosa di scoprire subito se c'era la "sorpresa", sulla quale, a dire il vero, qualche sospetto mi era venuto...
    Grazie! La recensione è così perfetta che, oltre alle sensazioni che mi erano rimaste, adesso anche qualche immagine del film sta venendo a galla, insieme alla voglia di rivederlo dopo tanto tempo. Cercherò di procurarmelo, dato che dovrebbe esserci in giro un DVD restaurato.

    RispondiElimina
  8. E' stato un piacere.
    Una immagine l'ho aggiunta in recensione, merita.
    Confermo: ho visto la versione restaurata nel 2002, ottima, che contiene tra l'altro un curioso trailer d'epoca del film.

    RispondiElimina