sabato 27 febbraio 2010

Bullet Ballet

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1998, Shinya Tsukamoto.

Ancora un film dove Shinya fa tutto tranne le musiche (e che musiche quelle di Chu Ishikawa, da cercare!). Ancora un film da brivido. Per il cyberpunk si citano sempre i Tetsuo, ma anche questo lo è secondo me.

Ancora una volta il male di vivere, in una città megalopoli, bagnata come in Snake ma qui più buia e rugginosa, che nasconde dietro la facciata un mondo che nella violenza combatte malessere e solitudine.

Tokyo underground, in bianco-flash e nero-noir, gang di punk e malavita, è il teatro del suicidio di una donna. Goda, il compagno, comincia a vagare i bassifondi alla ricerca d'una pistola per emularla. Un'anima perduta, che si vuole violentare, auto-immolare, trova una ragazza, Chisato, che come lui vive sul filo della morte. Una sfida ad ogni occasione!

Spettacolo di immagini, alcune scene fenomenali. Finale duro, forse con una speranza.
Visione obbligatoria se si ama questo regista davvero Unico.

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