martedì 23 febbraio 2010

A Snake of June

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2002, Shinya Tsukamoto.

Lei giovane e bellissima, Lui il marito attempato, e Snake.
Lei lavora in un centro di assistenza telefonica per depressi, spesso risponde a gente che si vuole suicidare, sfoga nella masturbazione lo stress che accumula al lavoro ed in casa dove non è amata da Lui.

Lui ha manie igieniste, fa le pulizie nei servizi igienici di casa in modo ossessivo.
Snake è un paziente di lei che la individua, pedina, le fa un sacco di foto, usa la macchina come un'arma, immortalandola anche nei solitari amplessi e con queste foto comincia a ricattarla...

In una Tokyo da fantascienza minimal, in cui piove a dirotto perché quello è il mese che piove, si consuma una storia a tre complessa e scabrosa, ma è una città che non guarda, se non quando è rintanata in luoghi appositamente adibiti. L'acqua che arriva a folate e si ferma come la passione dei personaggi, il dolore e l'ansia intervallati da brevi momenti di calma. Fiumi d'acqua che non pulisce, è solo scorrere, un senso d'ineluttabile ti permea, amplificato da quel bianco e blu, un falso bianco e nero, più livido e tramortente. Le architetture a linee nette, tracciate e dure nella definizione.
Il ricatto ti chiede di fare cose che desideri fare, non ti lascia scampo ed è più terribile compiere un desiderio intimo in pubblico, desiderio pur reale, che chiedere una cosa che non ti appartiene. La forzatura agisce nelle azioni che già sono tue, solo le decontestualizza e così facendo demolisce la tua dignità morale.

Shinya cyberpunk-izza l'eros stavolta, la carne, malata nella mente e nelle cellule. La malattia, una parola che nella filosofia orientale ha conservato il significato che aveva in origine anche in quella greco-occidentale, non è patologia del corpo bensì una sua disarmonia complessiva: nel corpo, nella mente e in quel misterioso meccanismo che lega queste 2 entità altrimenti disgiunte che si chiama Vita Senziente, una specie di Propiocezione che va dalle articolazioni fino ai gangli più remoti.
Malattia è quindi sinonimo più esteso di sofferenza.

Al solito questo Mostro del Cinema, factotum, firma tutto ciò che è possibile fare: sceneggiatura, regia, montaggio ecc..., ed anche l'interpretazione di Snake, uno dei tre personaggi. Un Grande!
Riprese a molteplici velocità, dai quasi-fermo immagine a ritmi da tecno-rave incredibili. Musiche che passano dai rumori industriali al jazz alla classica, straordinaria quest'ultima nel catartico finale.

Vincitore del Premio Speciale della Giuria a Venezia.
Assolutamente da vedere.

7 commenti:

  1. Lo sto scaricando proprio in questi giorni, non vedo l'ora di vederlo...ottima recensione!

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  2. Grazie Ale.
    Qualcuno su facebook m'ha detto che è considerato tra i peggiori di Tsukamoto. A parte che peggiore è un termine relativo (di che? non è strettamente confrontabile per trama e contenuti con altri suoi film), io francamente non ne ho lette in giro di recensioni negative. Mha ?!?

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  3. Non sapevo nulla di questo film, ma profuma di genialità lontano un miglio già dalle caratterizzazioni dei personaggi: lei che presta assistenza telefonica ai depressi, lui maniaco dell'igiene e della pulizia del cesso...
    Grazie dell'ottima segnalazione!

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  4. Aspetto una tua impressione allora, prossimamente. :)
    Ciao Nicola, grazie a te.

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  5. vuoi dire che hai visto "Tetsuo l'uomo d'acciaio"? sei il secondo che conosco...
    non che mi sia poi piaciuto molto, ma aveva un che di interessante

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  6. ciao unwise! be' sì, ma guarda che solo qui, tra i sostenitori, siamo almeno in 5 e ti nomino solo quelli certi.
    se poi vai in qualche sito di cyberpunk ne trovi a migliaia, ma che dico... centinaia! :)
    non nego che come filmetto è abbastanza "atipico", ahah!

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  7. Film controverso ma sicuramente molto affascinante e... fluido!

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