sabato 13 febbraio 2010

Giochi proibiti

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1951, René Clément.

Nel 1940, in Francia, la guerra si mostra subito, l'invasione tedesca, i profughi che scappano con gli stukas che li seguono mitragliandoli. Paulette è a terra, coi genitori ed il cagnolino. Una raffica la risparmierà, lei sola. Incontra Michel, un bambino appena più grande di lei che vive in quelle campagne e che convince la sua famiglia ad adottarla.

Paulette si fissa sulla questione della morte e con Michelle metterà su un "cimitero per animali". Altra fissazione quella delle croci, che procurerà non pochi guai...

Sullo sfondo una guerra che appare all'inizio e poi resterà come tetro sfondo. Sulla cornice una vita contadina disincantata ed anche parecchio divertente. In primo piano due bambini che con incosciente innocenza interpreteranno a modo loro un gioco proibito, sulla vita e sulla morte.

Non ho molto da dire su questo film, se non che è un dovere guardarlo.
Vincitore del Leone d'Oro, fece molto discutere per motivi immaginabili. A distanza di tanti anni conserva un fascino ancora unico e particolare.
Famosissima la colonna sonora, pezzo di chitarra omonimo che Narciso Yepes si è attribuito ma più probabilmente è una sua reinterpretazione di un brano popolare le cui origini sono ignote.

Un pezzo di storia del Cinema imperdibile.

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