venerdì 19 febbraio 2010

Il grande silenzio

4
2005, Philip Gröning.

2 ore e mezza di contemplazione della vita di una comunità monastica, dentro e fuori le mura di un luogo bellissimo, per natura e costruzioni del monastero-villaggio.

"Il monastero della grande Chartreuse vicino Grenoble è considerato uno dei più austeri al mondo. Nel 1984 chiesi di fare delle riprese, mi risposero: forse tra 10, 13 anni.
16 anni dopo mi chiamarono, erano pronti."

Non deve stupire. In questi luoghi il Tempo ha un valore, come il Silenzio, bene preziosissimo...

Senza dialoghi o musiche, i soli suoni che si sentono sono le orazioni, i calpestii, la pioggia, il coltello che taglia le verdure, gli insetti, le posate, le campane, il vento, la zappa... L'abusata locuzione "religioso silenzio" trova la sua massima espressione, pur senza estremismo, non hanno fatto voto di silenzio, ma la Parola che è necessaria è quella del Signore, le altre si usano con molta parsimonia, si può anche ridere in un raro momenti di svago.
Non ci sono interviste e racconto fuori campo come in "Per Sempre", bellissimo documentario di Alina Marrazzi. Le riprese, che spaziano nel corso di 4 stagioni e ci illustrano varie fasi delle loro giornate scandite in impegni ripetuti e precisi, vengono intervallate da passi del Vangelo e da alcuni ritratti statici dei visi che guardano nella telecamera guardando lo spettatore. Altra presentazione non occorre.

Cinema-documento più che documentario. Pochi espedienti di ripresa, come l'immagine che sgrana nei Notturni, tra i momenti più belli e spettacolari. Il resto andava semplicemente ripreso e poi montato. La regia è anche grande montaggio, che intervalla i paesaggi che sono fantastici (il luogo, insisto, è bellissimo!) alle riprese d'interni, sia nei momenti collettivi che individuali.
Forse richiede una certa predisposizione per essere visto, ma mi rammarico per chi non se la sente o non ce la fa. A me è piaciuto tantissimo. Raccomando, se visto in casa, di farlo di notte, il silenzio assoluto dell'ambiente in cui ci si trova è condizione essenziale. Anche solo il traffico vicino casa è un fastidio intollerabile.

Già nel film della Marrazzi feci delle considerazioni a latere sulla vita monastica che posso solo confermare.
Qua ho visto una scena nella prima parte, forse la sola scena davvero divertente, che ho trovato anche molto simbolica e mi concedo questo spoiler.

Un monaco porta da mangiare a un branco di gatti. Li chiama con degli urletti bonari incomprensibili (il francese non è doppiato in tutto il film, non serve) che mi hanno fatto immedesimare coi gatti! Ma che accidenti dice? Nemmeno un francese forse lo capirebbe! Si vedono le facce dei gatti felici per la pappa ma decisamente perplessi e non ho potuto fare a meno di ridere. Troppo simpatico il monaco "gattaro" nel suo personale "rito".
Poi mi sono detto che forse sono gatto anche mentre grazie al film ammiro la loro vita. Non la posso comprendere realmente, solo ammirare. Mi fanno ridere quelli che fanno brevi vacanze nei conventi e tornano dicendo che hanno fatto un'esperienza spirituale. Possono solo aver fatto una breve ed atipica vacanza. Non si può essere monaci a tempo determinato, è una scelta di vita assimilabile solo se totale, senza mezze misure, proprio Per Sempre. Andiamoci pure nei conventi, anche a me piacerebbe fare una settimana così e lo farò prima o poi, ma ci andrò con la cresta abbassata e ne uscirò semplicemente, spero, riposato e con un bel mucchio di libri letti in grande silenzio.

Ogni tanto vengo travolto dal desiderio di poter scegliere più vite, ma non è possibile. Mi piacerebbe essere monaco, ma anche ladro...

p.s.: Un grande grazie a Lu per la segnalazione.

4 commenti:

  1. Ricordo che ho visto questo film al cinema con mio padre. Circa metà del pubblico abbandonò la sala dopo un'ora (all'Odeon, una delle sale più piccole ovviamente), e alla fine eravamo rimasti forse una decina in tutto. A me è piaciuto moltissimo questo documentario (perchè alla fine è un documentario), aiuta a dare il giusto peso alle cose...e la fotografia è straordinaria. Sono d'accordo con te, mi dispiace per chi si rifuita o comunque rinuncia a priori a vederlo, ma meglio così piuttosto che abbandonare la sala a metà film disturbando tutti gli altri.

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  2. Hey! Questo film mi sembra di conoscerlo! ;-) Bravissimo, Roby - molto lieto che ti sia piaciuto!

    "Mi fanno ridere quelli che fanno brevi vacanze nei conventi e tornano dicendo che hanno fatto un'esperienza spirituale. Possono solo aver fatto una breve ed atipica vacanza."

    Quoto in pieno. Pienamente, assolutamente e massimamente quoto.

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  3. Ma quanto mi sento figo a leggere una tua recensione e poter dire: "Beh, sì..è un film di nicchia ma lo conosco..."
    Ehhhhhhhhhhh... ;-P

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  4. @ale: apprezzi questi film alla tua età? sei un mito, hai un radioso futuro davanti, non ci sono dubbi.

    @Lu: faccio ammenda, avevo dimenticato una doverosa dedica. ho rimediato persino con un link!
    mi perdoni? :)
    è stata una grande segnalazione questa.

    @Alex: se passi di qua, salta pure, non è roba per te! ahahah! ciao

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