martedì 9 febbraio 2010

Il ventre dell'architetto

8
1987, Peter Greenaway.

Un architetto americano, Stourley Kracklite, sta per realizzare una mostra dedicata al famoso architetto del '700 francese, Etienne-Louis Boullée, a Roma, dove vi si reca con la giovane moglie.

Dopo un'accoglienza entusiasta, troverà in alcuni un'ostilità manifesta, in particolare in un altro architetto che dovrebbe collaborare con lui e che invece gli sedurrà persino la moglie, e soprattutto inizierà ad avere problemi di salute, al ventre. La sua è una sorta d'immedesimazione inconscia nei problemi, presunti, di salute dell'ipocondriaco genio francese. Attraverso Kracklite ed in epoca moderna riviviamo quindi alcuni aspetti della vita di Boullée. Non ve lo voglio raccontare troppo...

Anni fa comprai la colonna sonora di questo film, al buio, mi affascinava il titolo. Fu anche il primo di innumerevoli CD del grandissimo artista minimalista che adoro: Wim Mertens. Cominciai ad ascoltare quella musica almeno una volta al giorno, ogni volta m'immaginavo, solo guardando la copertina, come potesse essere il film.
Pensavo ad un insieme di immagini bellissime e mai colme di gente, dalla fotografia impeccabile. Pensavo ad una storia drammatica di passione pura per l'estetica, la efficacia e l'affidabilità fondamentale dell'architettura messa al servizio del bello che procura piacere alla vista e quindi anche causa di stati d'animo sereni ed arricchiti.

Temevo di restare deluso, dopo tanto che immagini nei sogni qualcosa. Invece ne sono uscito entusiasta, in molti momenti ho provato brividi da Sindrome di Stendhal. I sogni sono immagini sfumate, a grana grossissima, slegate fra loro. Vedere una rappresentazione così perfetta di quanto immaginavo mi ha emozionato tantissimo.
Quando appunto le musiche, bellissime, andavano ad accompagnare alla perfezione la storia. Musiche modernissime di essenziale armonia, insieme ad immagini perfette di una città, Roma, che non ha eguali al mondo e quelle del genio francese, di altra epoca quanto perfettamente immerse nel contesto.

E' un film d'una raffinatezza estetica complessiva che lascia esterrefatti!

Curiosamente, me l'avevano sconsigliato. Forse non pensavano con quali occhi l'avrei visto, e con quali orecchie. Mi sono involontariamente auto-educato al piacere dell'estetica leggendo Goethe ed Hugo, un piacere il mio non supportato da istruzione, solo semplicemente e fortemente sensibilizzato da quei due grandissimi scrittori e dalle loro opere.

Proprio come nelle musiche di Mertens, la trama ha delle pause, appesantimenti armonici, toni cupi, poi riparte con una bellezza devastante. Chi ama come me la musica di Mertens ha capito che tutti gli aspetti sono funzionali alla bellezza complessiva, proprio come le pause nella musica sono musica anch'esse.
Nessun colore esiste di per sé, ma solo per il contrasto che la luce che emana ha con gli altri colori.

Capolavoro nel mio personale Olimpo.

8 commenti:

  1. Senzazione giusta la mia, quindi! Greenaway ti piace parecchio, eh?

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  2. TANTISSIMO MI PIACE! :D
    devo avere qualche anomalia genetica, mi piacciono quelli che a molto non piacciono e viceversa... pazienza!
    ce l'avevo in lista da tempo, ma se non me lo ricordavi... quando passo da Udine posso offrirti una bottiglia? da bere insieme, s'intende. :P

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  3. è il minimo ;)
    In effetti sono stata eroica a consigliartelo, ma i regali devono piacere a chi li riceve, mica a chi li fa.
    Che me ne pentirò, lo so già, la filmografia di Greenaway è così ampia... solo, please, ogni tanto qualche film normale per noi comuni mortali ce lo metterai? :)

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  4. be', lo spazio bianco non è un film di nicchia :)
    cmq ho sempre romer ed herzog da finire, uno di haneke... stasera però mi faccio un horror di qualità! :D

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  5. Sapevo che prima o poi l'avresti visto. A me comunque piacciono un sacco di film di "nicchia", solo dipende di che tipo. Con gli horror ormai mi ci sono rassegnata, te ne spari almeno 2 o 3 la settimana :-P

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  6. Roby! Quando fai delle recensioni del genere hai tutta la mia più grande stima - oltre alla mia autentica riconoscenza! Leggendola, mi dicevo: "Wow! Wow! Wow!"
    Lo vedrò di certo, anche questo, per puro godimento estetico.
    E poi questo Mertens! Non lo conoscevo minimamente, e mi hai sfondato un portone intellettuale! ^__^ Che bravo che è... Va sicuramente nel mio personale olimpo di compositori di colonne sonore, insieme a Tiersen, Preisner (certo, diversi a modo loro) e non molti altri. La mia bella che mi sentiva già ascoltare questa musica così bella, mi ha chiesto cosa fosse. E le ho fatto leggere la tua recensione; mi ha detto "Invitalo a cena!"
    Perciò, vedi tu: considerati formalmente invitato... :-)
    Oh! Credo di aver capito che parte di questa riconoscenza vada anche a Grazia.. Un grazie anche a Grazia! ;->
    A poi!
    A poi!

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  7. Una cosa ancora:
    "tutti gli aspetti sono funzionali alla bellezza complessiva, proprio come le pause nella musica sono musica anch'esse."

    Lo dici ad uno che ama il jazz e la tromba - per la quale un fraseggio bellissimo, seguito da una pausa eloquente, diventa immortale!

    Vangelo, fratello!

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  8. Caro Lu, invito ovviamente accettato!
    Prima occasione che passo in zona ti dico :P

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