martedì 11 luglio 2006

I Sette Samurai

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1954, Akira Kurosawa.

Ogni aggettivo o encomio possibile per quest'opera, causa mio vocabolario ridotto, sarebbe offensivo.
In questo momento, mentre scrivo, dico solo che è il più bel film che abbia mai visto. Non posso dire "di tutti i tempi e luoghi" perché nella mia vita ne ho visti veramente pochi.

E' una storia semplice.
7 samurai (con un paio di loro, diciamo, nominati tali sul campo) accettano, in cambio solo di vitto (semplice riso) e alloggio di difendere un villaggio di contadini dalle scorribande di un'accolita di briganti. Siamo in piena era Sengoku, tra il XV sec. e il XVI sec., medioevo giapponese caratterizzato da frammentazione sociale e anarchia. Il film narra con grande cura e dettaglio ogni aspetto della vicenda, dall'arruolamento dei samurai per cominciare, all'addestramento dei contadini, alla battaglia.

Indispensabile vederlo in grande qualità e nella versione integrale. Sono 3 ore ben spese.

Tempo addietro lessi un libro sulla storia dei samurai e posso garantire personalmente l'assoluta fedeltà di quanto si vede.Essi videro la loro nascita intorno al XIII secolo, in particolare nel periodo in cui a Kamakura s'insediò un governo militare (shogun) in contrapposizione alla corte imperiale di Heian (attuale Kyoto). Fu questa la base, questa frammentazione, che portò poi alle estreme conseguenze dell'era Sengoku. Durante il periodo Kamakura il giappone conobbe i primi tentativi d'invasione straniera della sua storia, da parte dei mongoli, popolo più evoluto e meglio armato col quale fino a prima aveva intensi scambi commerciali e culturali. Tutto, dalla scrittura alle tecniche di lavorazione della lacca, arrivava dall'attuale Cina e Corea, e lo spavento provocato dal loro attacco fu enorme. Le invasioni non andarono a buon fine anche per fortuite circostanze meteorologiche, in particolare la seconda invasione, se ben ricordo, vide distrutte molte navi da una tempesta improvvisa.
La paura per attacchi dall'esterno e il timore di una scarsa sicurezza interna indussero i feudatari a risolvere da sé il problema della sicurezza e ciò portò alla nascita, appunto, di una casta guerriera che poi diventeranno i Samurai come ora li conosciamo, guerrieri nobili e fieri che spesso godevano anche di buona istruzione e svolgevano anche mansioni di amministrazione del feudo, di medicina, ecc..., ma fondamentalmente dovevano fedeltà al signore del feudo fino all'ultimo respiro.

Nel film ci sono 2 aspetti sorprendenti seppur assolutamente credibili.

Anzitutto il lavoro di squadra dei 7 eroi. I samurai erano estremamente individualisti e rivali tra loro e solo il potere del feudatario che assegnava loro terreni e persone da accudire in debite misure, creando quindi una gerarchia insindacabile, permetteva la loro coesistenza nel feudo, seppur sempre in fragile equilibrio (non erano rari congiure ed ammazzamenti per accapparrarsi i compiti dei rivali). Kurosawa (o la storia, non ho capito se è una vicenda reale) risolve la cosa in modo che il primo samurai che accetta l'incarico diventa anche promotore verso gli altri arruolati successivamente, oltre ad essere il più anziano ed esperto fra tutti, diventando un leader spontaneamente riconosciuto dal gruppo.

In secundis è strabiliante il fatto che si mettano al servizio di contadini, e al tempo stesso il fatto che dei contadini si rivolgano a loro per difendersi! Quella dei contadini era una vera e propria casta, superiore solo a quella dei pescatori e allevatori (uccidevano animali per vivere ed erano considerati l'ultimo anello sociale, i cosidetti "icchantika"). Si nasceva e si moriva contadini e tra i personaggi da loro più temuti storicamente, prima dei briganti, c'erano appunto i Samurai in quanto erano coloro che con metodi non di rado brutali mantenevano l'ordine all'interno del feudo.
I Samurai poi erano ambiziosi di ricchezze e gloria che solo il servizio ad un signore feudatario poteva loro garantire. Un servizio a dei contadini non portava nulla al loro "curriculum". Nell'era Sengoku non era però raro trovare samurai a spasso, proprio per il caos e la miseria che regnavano nel paese e i propositi dei contadini poterono così avverarsi, anche se non ebbero certo gioco facile sul grande orgoglio dei solitari guerrieri, che solo la fame più nera poté abbattere.

Ecco un ottimo link che parla del periodo Kamakura.
Ho letto qualcosa qua e là ed è veramente un sito eccellente, e in italiano, della storia del Giappone.

1 commento:

  1. Uno dei miei film preferiti, assolutamente PERFETTO. Ho anche la megalocandina in camera, col grande Mifune che mi saluta ogni mattina.

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