venerdì 14 luglio 2006

Il Signore delle Mosche

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1963, Peter Brook.

Fate bene attenzione all'anno e al regista, perché questa che è la prima interpretazione del grande romanzo di William Golding è anche quella giusta da vedere. Ho visto tempo addietro il remake degli anni '90 e non ci sono paragoni. Gustatevi questo B&N del '63, molto meglio.

La trama è quella del romanzo del 1954. Chi ne ha goduto la lettura, come me, apprezzerà il film per la sua fedeltà al testo.
Golding immagina un disastro aereo nel 1984 (anno infausto evidentemente, visto che anche Orwell c'ha ambientato il suo capolavoro omonimo) dal quale si salvano, su un'isola disabitata, solo un gruppo di bambini di un college inglese, di varie età. In quegli anni è in corso una guerra atomica mondiale.

Golding che ha iniziato la sua carriera come insegnante ha così modo, col classico "espediente dell'isola", di esprimere alcuni suoi convincimenti (sperimentati parzialmente) sulla vera natura del carattere dei bambini, delle loro capacità sociali e socializzanti in un contesto privato dell'autorità degli adulti.

E' una storia avvincente e agghiacciante, che fa riflettere tantissimo.

Consiglio: leggere il romanzo prima di vedere il film, la cui lettura non rovinerà la visione, anzi la renderà attenta e critica.

2 commenti:

  1. Ne è uscito recentemente un dvd contenente tre scene all'epoca inedite almeno per l'uscita italiana, l'edizione è quella della Sinister Cinema der bbòn Luigi Cozzi, se ti capita di recuperarla prendila, è stata un'ottima riscoperta filologica e revànchista per un film così misconosciuto ormai, ma che negli anni sessanta è stato molto famoso, e ha pure avuto adito ad un remake negli anni novanta. A me personalmente non mi ha mai entusiasmato pur essendo di Peter ("Marat-Sade" con Patrick Magee!!) Brook,un grande appassionato del filone post-atomico o comunque post-apocalittico, preferisco il "situazionismo" distopico di capolavori come "1975:Occhi bianchi sul pianeta terra"(The Omega Man)(1971) di Boris Sagal, con Charlton Heston-Neville, strepitoso il film, strepitosa la colonna sonora di Ron Grainer, strepitoso lui. Altro che l'infamous "Io sono leggenda" con Will Smith che ha rovinato sconciandolo, con un finale assurdo comunque a "La volemose bbène", un capolavoro di racconto come appunto "Io sono leggenda" dell'imprescindibile Matheson. Hai mai visto anche il bellissimo, irresisistibile, dal romanzo di Matheson come i primi due, "L'Ultimo uomo sulla terra" (1963) di Ubaldo Ragona-Sidney Salkow, con un monumentale Vincent Price...Girato quasi tutto all?E.U.R. di notte, a fare una metropoli americana desertificata dall'epidemia e razionalmente modernista...Impagabile.

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  2. uh Wilson, che rece mi vai a ricicciare! :)
    un romanzo che ho amato. i film che hai nominato mi sono sconosciuti (tanto per cambiare) e li metto in lista senza meno...

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