mercoledì 11 novembre 2009

Blackout

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1997, Abel Ferrara.

Matty è un attore professionista sulla cresta dell'onda. Gran consumatore di alcol e droghe assortite. Infatuatissimo di Annie (una Béatrice Dalle da sturbo!), pornostar del cast di Mickey, un personaggio privo di scrupoli (solito bravissimo Dennis Hopper che adoro!).
Quando Annie gli dice di aver abortito il suo figlio Matty perde completamente quel poco di sano che era rimasto nel suo cervello, nemmeno ricordava che l'aborto fu una sua richiesta, e Annie lo pianta in asso. Incontra in un bar, dove ci lavora, una giovane ragazza che si chiama Annie anch'essa, la seduce e la porta nel locale-set cinematografico di Mickey, la truccano e cominciano a girare una scena. Una scena che il cinico Mickey registrerà e della quale Matty è completamente inconsapevole.

E basta. La storia finisce qui per Matty. Un Blackout cerebrale totale azzera la vita per lui, che ritroviamo insieme alla classica brava ragazza (Claudia Shiffer, sorprendente come attrice soprattutto in una scena finale) 18 mesi dopo, disintossicato in terapia da alcol e droga. Non si sarà disintossicato però da Annie, la cercherà, per risolvere degli strani incubi che lo perseguitano, nemmeno sa se è viva. Cercherà Mickey, ritroverà Annie.
Soprattutto comprenderà cosa è tragicamente capitato ad Annie-cameriera...

Abel Ferrara ci regala un altro fantastico viaggio nel torbido dell'animo umano dopo Il Cattivo Tenente che rimane a mio parere il suo capolavoro. Eccezionale il "disordine" dell'inizio del film, la prima parte fino al Blackout: il caos che regna nella vita e nella mente di Matty è rappresentato magistralmente. Dopo i 18 mesi è la coscienza a diventare l'argomento principale, il senso di colpa.

Bellissimo, m'è piaciuto molto.
Bravissimi gli attori. Personalmente, dopo aver visto Betty Blue, ho un debole per Béatrice Dalle, lo confesso, che non avevo più rivisto in un grande film, donna di una sensualità mostruosa come poche se ne sono viste nel Cinema.

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