domenica 22 novembre 2009

Le vite degli altri

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2006,  Florian Henckel von Donnersmarck.

HGW XX/7 è un agente della Stasi a Berlino Est. Mancano meno di 5 anni alla caduta del Muro. Glaciale, imperturbabile, zelante fra zelanti, individua in Georg Dreyman, scrittore di opere teatrali di successo, uno da indagare. Anche il ministro della cultura vuole l'indagine, ma per motivi diversi: tiene sotto ricatto la compagna del regista esigendo sesso in cambio. HGW scoprirà prestissimo questa cosa.

Inizia un precisissimo piano per spiare la vita del regista nei dettagli. La casa viene riempita di microspie e HGW si occupa personalmente di stare alle cuffie. Ogni momento significativo viene verbalizzato.
Dreyman è circondato da intellettuali che si oppongono al regime, ma inizialmente non ne vuole sapere di attaccarlo. Dopo la morte per suicidio di un suo caro amico regista a cui il regime ha vietato di lavorare cambia idea, svolge un indagine sui suicidi in DDR e, nel più assoluto anonimato, fornisce l'articolo ad un importante settimanale tedesco.
Dopo la pubblicazione la Stasi, su ordine del regime, si scatena. Sono convintissimi che sia stato Dreyman a scrivere l'articolo... Dreyman si salverà, grazie all'aiuto di un complice impensabile, che saprà ringraziare anche senza incontrarlo, ben dopo la caduta del Muro. Ma il finale completo è più drammatico...

Il film è stupendamente condotto su un filo di rasoio che non lo abbandona mai.
Bravissimo Ulrich Mühe, l'agente GWH, interpretazione fatta soprattutto di sguardi, perfetta.

Da non perdere.

p.s.: Se qualcuno pensa che certe cose le faceva solo la Stasi sappia che è un illuso.
Il principio "sapere tutto di tutti" è la base di ogni corpo di polizia segreta.
Chi vi scrive è sicuramente schedato da qualche parte. Chi legge pure.

1 commento:

  1. Fra i film di questi ultimi anni in assoluto uno di quelli che non mi dimenticherò mai. Ulrich Mühe,lo straordinario attore protagonista è morto di cancro pochi mesi dopo l'uscita del film.

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