sabato 28 novembre 2009

Free Zone

3

2005, Amos Gitai.

Rebecca, americana, scappa e s'infila in un taxi. Siamo in Israele e Rebecca è senza meta. Hanna, l'autista israeliana, non è proprio in servizio, sta lavorando al posto del marito ferito in un attentato e ha un impegno importante da sbrigare nella Free Zone che si trova al confine tra Giordania, Iraq e Siria.
Un viaggio lunghissimo, una telecamera sempre sulla macchina con la quale sballonzoli anche te, in continuo movimento, splendido espediente per viaggiare in macchina con le prime 2 protagoniste, che durante il viaggio dialogano sulla situazione dei luoghi dove si trovano. Sempre dall'interno della macchina si vedono i paesaggi, i posti di frontiera...

All'arrivo alla Free Zone incontrano Laila. Hanna deve incassare molti soldi per un lavoro dall' "americano", che non c'è. Sale un po' di tensione, poi si riparte ancora, sempre in macchina, stavolta sono in 3, mancava l'ultima donna rappresentante dei conflitti: Laila è palestinese...

Uno strano on-the-road-in-the-car, per vivere dal di dentro la vita così come si svolge tra Israele, Giordania, ecc... . Quasi documentaristico.

M'è piaciuto, merita la visione.

3 commenti:

  1. altro film adatto alla comprensione di ciò che sta accadendo in Israele è L'Amante, di Faenza ...splendido!

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  2. grazia Angelica, mi metto alla ricerca di quanto consigli. :)

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  3. Raccolgo anch'io il consiglio di Angelica (credo sia "L'amante perduto"), di Faenza conosco solo "Sostiene pereira" (basterebbe!), i Vicerè e l'ultimo, un po' bruttino, dell'infedele Klara.
    Concordo con la tua recensione di "Free zone". Personalmente ho trovato la storia a momenti un tantino pasticciata, comunque resta un bel film da vedere.

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