giovedì 26 novembre 2009

Le deuxieme souffle - Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide

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1966,  Jean-Pierre Melville.

Dopo aver visto (con moderato entusiasmo) 36 Quai des Orfévres, grazie all'immancabile guida della cara amica BadGuy ho deciso di approfondire il genere Polar (poliziesco noir) da uno dei grandi classici della categoria.

Be', lo devo dire: QUESTO E' UN CAPOLAVORO!
E non semplicemente del genere Polar, ma assoluto.
Bellissimo il titolo originale, Il secondo respiro. Il titolo italiano, un po' spaghetti-noir, va considerato ché ormai è troppo noto.

Gustave Menda noto come Gu, boss della mala parigina, evade dopo 10 anni di prigione. Ne ammazza due che importunano la sua donna e prepara una fuga all'estero via nave. Anzitutto si trasferisce a Marsiglia. Servono soldi e si fa coinvolgere da persone fidate in un cruento colpo ad un portavalori che trasporta platino. Bolt, commissario a Parigi, lo conosce ed è sulle sue tracce. Con un trucco l'arresta e lo consegna alla polizia di Marsiglia che lo umilia e lo fa passare per traditore dei compagni. Un affronto intollerabile...

Due ore e venti di tensione fra le gang e la polizia, colpi di scena, in un bianco e nero Jazz, tra personaggi parchi di parole che tirano dritti al dunque, durissimi quanto fieri della loro fama ed onore. Pochissima la musica, regna sovrano un silenzio in potenza latente, una "morte" eventualmente fatale.
Scene girate con maestria straordinaria: l'evasione-incipit palpita in tachicardia; l'attesa dei quattro in montagna dell'arrivo del furgone con la telecamera che gira a 360° è ansia pura; l'attacco stesso al furgone; l'incontro nell'appartamento dopo l'arresto di Gu con immagini che ritmicamente arrivano dal basso, poi alto, poi un dettaglio seguito da panoramica; primi piani che staccano violenti su ambientazioni che ti dilatano le pupille. Continuo cambiamento di ritmo, da lento a veloce e viceversa...

Che film! Vorresti non finisse mai!
Lino Ventura e Paul Merisse due icone, ma tutti sono come strumenti d'un concerto di Mussorgsky. Meravigliosa Christine Fabrega.
Grandissimo Jean-Pierre Melville, ne vedrò parecchi dei suoi film.

2 commenti:

  1. Iniziazione riuscita. :D
    Scelse lo pseudonimo in onore di Herman... doveva pur piacerti.
    Ora ti toccano "Le Samouraï" e "Le cercle rouge". ;)

    Bad

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  2. ah! allora qualcosa il mio amato Herman Melville c'entra! bene... :)

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