venerdì 13 novembre 2009

Julien Donkey-Boy

4

1999, Harmony Corine.

Non riesco a definire una trama per questo particolarissimo film, già un Cult per me.
Un insieme di piccole storie che ritraggono principalmente la disgraziatissima famiglia di Julien, in una desolatissima periferia suburbana americana. Julien è uno schizofrenico quindi l'anello più debole, ma gli altri gli fanno una bella concorrenza! Il padre (un irriconoscibile Werner Herzog) ha perso la testa dopo la morte della moglie, ossessiona i figli con le sue paranoie; la nonna pensa solo al suo cagnolino; il fratello, spinto dal padre, è fissato con la lotta e l'ossessione di diventare un vincente nello sport e nella vita. La sorella, incinta di padre ignoto, ha sempre desiderato fare la ballerina ed ha un rapporto con Julien che definire ambiguo è poco, ogni tanto gli fa da sorella, altre impersona la madre al telefono, dopo Julien è il personaggio più interessante a mio parere, anche perché conserva un'umanità positiva in quella squallida famiglia: sogna una vita felice per il figlio, suona l'arpa, balla, ha delle speranze.

Julien vive senza alcun canovaccio da seguire. Pronti via, all'inizio del film lo vediamo ammazzare un bambino per futili motivi, cosa che fa senza coscienza reale, poi invece si dimostra un ragazzo d'una grande dolcezza. Vive in un suo mondo, ma cerca sempre d'interagire con chi lo circonda e la cattiveria con cui lo tratta il padre in un determinato momento è sconvolgente. Ha poi un rapporto con la fede profondo, le preghiere e le messe lo travolgono emotivamente, pensa sempre a dio, se questi gli vuole bene, cosa pensa di lui ed è un argomento che tratta con altri disabili di vario genere che frequenta, si chiedono perché dio li abbia fatti così: fantastica questa trattazione! La religiosità di questi disabili è divina, hanno un rapporto con dio diretto, non mediato e sinceramente calato nella loro vita quotidiana.

Tutto il film, girato volutamente in bassa definizione, ti fa entrare nella testa del povero Julien. Cominci a provare la sensazione che quel mondo distorto e confuso, nelle immagini e nei suoni, che all'inizio mette disagio e fa male allo stomaco, è quello che il cervello malato del ragazzo riproduce.
Il tormentone della danzatrice su ghiaccio, che balla accompagnata dalla Callas (almeno m'è parso fosse la sua voce in Casta Diva) è commovente, simbolico, da interpretare a piacimento, il sogno della sorella di Julien ma anche la leggerezza di quei movimenti, come il modo in cui le onde delle vite dei "normali" trasportano la mente di Julien, un ragazzo profondamente innocente e che forse anche per questo causa disagio a qualcuno.

Talmente innocente Julien che sembra incapace di soffrire e invece... il terribile finale ti spiazza.

L'interpretazione di Julien fatta da Ewen Bremner è da urlo.
Un Cult per me, come detto. Uno dei capolavori del Dogma 95.
Me lo rivedrò sicuramente altre volte.

4 commenti:

  1. e fai bene! :D
    fammi sapere poi, sono curioso di cosa ne pensi

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  2. e io che Spud l'ho riconosciuto solo nell'ultima scena, dico io. comunque un gran cast per questo filmone di korine.
    molto molto bello, meglio di gummo.

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  3. i miei rispetti nick, non è roba per tutti questa. a gummo sono affezionato, ma questo è sicuramente l'opera migliore di corine
    ciao :)

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