lunedì 2 novembre 2009

Viaggio a Tokyo

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1953, Yasujiro Ozu.

Nel Giappone post-bellico è normale che i giovani dalle campagne si trasferiscano nelle città. Così è anche per tutti i figli di un'anziana coppia che vive in un remoto paese di campagna: tutti a Tokyo dopo gli studi tranne uno ad Osaka e la più piccola, che vive ancora con loro.
Dopo molti anni che non li vedono, decidono di andare a Tokyo a trovarli e con l'occasione vedere, per la prima volta, la grande metropoli. Riceveranno un'accoglienza formale, si sentiranno presto un peso tranne per la nuora vedova del loro figlio morto in guerra, la sola davvero felice di vederli. Mestamente torneranno al paese, ma il lungo viaggio di ritorno sarà fatale all'anziana donna. Anche alla morte della madre, l'atteggiamento dei figli emigranti non si smentirà...

L'Ozu che ti stupisce! Dopo tanti film, vederne uno che, pur mantenendo la pacatezza e la sobrietà tipiche, va dritto al cuore del tema, senza indugi, senza mezze parole. L'atteggiamento dei figli è da subito chiaro, la vita di Tokyo frenetica anche, con quelle ciminiere fumanti, treni sferraglianti, immensi palazzi di vetro, "... è talmente immensa questa città..." .

Nonostante tutto, nessun messaggio di condanna. Ozu ritrae una situazione, sempre di persone comuni, sempre con grande eleganza e poche parole, solo quelle che servono.

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