sabato 21 novembre 2009

Luther

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2003, Eric Till.

Non mi metterò certo a raccontare la vita di Martin Lutero. Se volete, e non richiede 5 minuti, leggetevela su Wiki.
Il film, finanziato anche da una fondazione luterana, ne dà un'egregia sintesi: la vocazione, la fede tormentata, il grande lavoro di teologo, l'editto, il coraggio di affrontare l'inquisizione, i moti sanguinosi, la traduzione della Bibbia in tedesco (ancora oggi il testo primo ad aver coniato la grammatica tedesca), la grande vittoria nella fondazione di una nuova chiesa.

E' un film biografico, come tale l'ho guardato. Girato con rigore quasi classico, si concede alcune scene modernamente artistiche come la stupenda e spettacolare caccia al cinghiale o il momento in cui Lutero torna dopo i massacri succeduti al suo processo, quando Lutero cammina tra rovine fumanti e cataste di cadaveri.
La cura dei costumi e delle scenografie è notevole. La partecipazione di Peter Ustinov, oltre al bravo protagonista Joseph Fiennes, si fa apprezzare.

Ma qui, come in altri casi, è la grandiosità della avventurosa e significativa vita di Martin Lutero a spadroneggiare, e giustamente, secondo le intenzioni del film e anche le mie nel vederlo.
Eccezionale! Sono da sempre un ammiratore di Lutero, come lo sono di tutti gli uomini che nella storia hanno lottato contro privilegi, potere, discriminazione.

Da vedere, molto bello.

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