venerdì 28 maggio 2010

Gli abbracci spezzati

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2009, Pedro Almodóvar.

Un personaggio in doppia configurazione. Harry Caine a Madrid è scrittore e sceneggiatore di film molto apprezzato, è solo uno pseudonimo, sovrascrittura del nome e del ruolo precedente di regista, oltre che di scrittore, quando si faceva chiamare col suo vero nome, Mateo Blanco. Harry a differenza di Mateo è cieco, quasi completamente dipendente da una sua storica collaboratrice e dal figlio, che lo aiutano per ogni cosa.

Molti scrittori emergenti lo cercano. Tra questi giungerà un certo Ray-X che presto si scoprirà essere figlio, poco stimato, di Ernesto Martel, amante quest'ultimo di Lena (un'ottima in tutti i sensi Penelope Cruz). Questa visita scoprirà un vaso di pandora di storie, segreti, degno di un giallo. Lena aveva lavorato come attrice con Mateo, ne diventò presto amante passionale, ma il ricco Ernest, con la collaborazione del figlio, rese il rapporto impossibile. Solo alla fine il destino di Lena, la cecità di Harry, i legami con la collaboratrice ed il figlio della stessa emergeranno.

L'Almodovar che gioca con un personaggio del Cinema, che ironizza persino sul mondo del quale lui è uno dei più grandi esponenti, ci propone una trama di media complessità e rigorosa, un dramma moderno. La figura di Lena come le altre, ed in questo si mantiene coerente col suo modo di raccontare le storie, non ha connotazione né etica né morale, nemmeno il "crudele" Ernesto è interamente qualificabile, all'inizio del film è persino un benefattore. L'Amore è ancora il centro della narrazione, nelle gioie della passione, del sesso e della morte.

Non la vetta del grande regista, che però è sempre più tecnico, attento ai tempi, bravo nel coinvolgere in una storia ricca di personaggi, ognuno con una propria identità e, come sempre, in concerto con gli altri per affinità o legami.
Una bella visione, per amanti del regista ma anche no.

10 commenti:

  1. Dovevo andarlo a vedere ma me lo sono perso... provvederò!
    un saluto

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  2. Non è facile realizzare sempre capolavori... L'importante è che non sia deludente e meriti la visione. Ti dirò il mio parere.

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  3. Un vero atto d'amore verso il cinema, intriso di citazioni e omaggi (ne ricordo alcuni palesi a Bunuel e Truffaut... l'ho visto mesi fa al cinema una sola volta)
    Non sarà il massimo capolavoro di Almodovar ma si ha l'impressione di assistere ad una svolta nella sua cinematografia,dovunque approdi. In fondo "un film va sempre finito, anche alla cieca"
    :D

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  4. grazia, migliore risposta di quella di Arlene...
    ciao!

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  5. ahah! sì certo, ma aspe', intendevo dire che "migliore risposta della tua non potevo scriverla" :D

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  6. :D sono lusingata.
    Nel frattempo attendiamo cosa ne dirà Grazia dopo averlo visto...

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  7. p.s il commento di ernest mi fa spanciare dal ridere (bonariamente)

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  8. bello che tu rida ma... me la spieghi anche a me la battuta? O_O
    :D

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  9. Infatti la sua non è una battuta e l'ilarità è suscitata proprio dal fatto che è serio!! Ne parla come di un treno!!!...è una frase paradossale con quel "dovevo" ahahahha
    Ho detto che mi fa ridere bonariamente eh, che Ernest non se la prenda!!!!!:P

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