mercoledì 26 maggio 2010

Rescue Dawn

4
2006, Werner Herzog.

Se ho letto bene in Italia è uscito col demenziale titolo "Il coraggio della vendetta". Non ho parole per disprezzare un simile obbrobrio. Questo film narra di una salvezza, di una forza e determinazione umana incrollabili, non c'è una sola traccia della millantata vendetta.

Herzog "il pacifista", tedesco, che fa un film su un eroe dell'invasione americana del Vietnam, finanziato da americani? E' cosa che può sorprendere, a me l'ha fatto. Ma vediamo i contenuti.

Siamo ai prodromi dell'invasione del Vietnam. Schermaglie vanno avanti già dai primi del '60. Qui siamo nel 1965 e l'aviatore tedesco immigrato e naturalizzato americano Dieter Dengler è alla sua prima missione, nel Laos, terra di raccolta ed addestramento Vietcong.
Viene abbattuto e catturato. Stoicamente rifiuta ogni diniego dei valori americani ed ogni informazione, allora viene messo in un campo di prigionia durissimo, dove troverà collegi, alcuni lì da oltre 2 anni. Condizioni di vita da sopravvivenza stentata. Dopo diversi mesi riuscirà a fuggire con un piano azzardato ma efficace, però solo lui ed un altro riusciranno nell'impresa, o meglio... Dopo molti giorni ancora, finalmente, dopo essersi nutrito di ogni cosa si muovesse, finalmente verrà tratto in salvo.

Tutto qua. E' tutto qua però è una storia vera e rappresentata in totale realismo. Herzog già nel 1997 ci aveva fatto un documentario, qua invece ci gira un film, ci fa rivivere l'incredibile esperienza del fuggitivo.
Girato in Thailandia, ogni più piccolo particolare della vicenda è stato riprodotto con assoluta fedeltà. Ci sono delle scene, in particolare durante la fuga, che sono raccapriccianti. Nessun Rambo o superman, il nostro eroe è scavato, pelle e ossa (ancora una volta Christian Bale s'è fatto del male per una grande interpretazione, come in "L'uomo senza sonno") . Dieter aveva solo una voglia incontenibile di sopravvivere, lui in fondo era entrato nell'esercito perché era la sola maniera per poter volare, realizzare il suo grande sogno di pilotare aerei, detestava la guerra. Eppure ha rischiato la vita non cedendo ai ricatti durante gli interrogatori. Un immigrato che immediatamente diventa parte integrante del "sogno americano", un particolare da non trascurare.

Come Apocalipse Now, anche questa è una rappresentazione dell'inferno della guerra. Quello che avverrà tra i prigionieri appena evasi sarà emblematico. La giungla di quei luoghi, soprattutto se non la conosci, ha qualcosa di estremamente sinistro, sono posti incredibili ed Herzog avrà modo di sfoggiare la sua bravura nelle riprese, in alcuni momenti mi ha ricordato alcune scene di Aguirre.

Fantastico, un film decisamente da vedere!

4 commenti:

  1. non sapevo nulla di questo film, nonostante christian bale sia uno dei miei attori preferiti, dev'essere colpa del titolo italiano (ho guardato in rete: l'hanno intitolato "l'alba della libertà"...)

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  2. quanti cazzo di titoli c'ha 'sto film! ahah!
    è bello marco, merita.

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  3. col o coi vari titoli, molto improbabili, per l'italia mi sa che è sfuggito a tanti.
    tra l'altro, una cosa che non ho detto, la superdieta per essere molto realista a cui s'è sottoposto Bale se la son fatta in parecchi, un cast molto "magro" direi! :)

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