domenica 30 maggio 2010

Boys Don't Cry

8
1999, Kimberly Peirce.

Il ragazzo Brandon Teena o la ragazza Teena Brandon? Lui, un ermafrodito, si sente Brandon, aspira ad esserlo, ma ha il corpo di Teena e non i soldi per modificarlo come vorrebbe. Conquista le ragazze col suo aspetto dolce e femmineo per quanto mascherato al maschile. Costretto a vivere nella menzogna, mascherarsi, fingere, ne combina anche parecchie, piccoli furti,
multe non pagate, non ne viene a capo, ogni volta sempre spinto da un irrefrenabile desiderio di innamorarsi.

A Fall City nel Nebraska, dove non lo conoscono, cercherà di costruirsi una vita nuova e troverà un amore, Lena, una ragazza che anche quando scoprirà la verità non cesserà d'amarlo. Purtroppo per Brandon, Lena ha un fratello violentemente instabile con un amico pure peggio, e anche loro scopriranno la sua situazione...

Anche se la storia è fedelmente ispirata ad un brutto fatto di cronaca del 1993, vi lascio scoprire come andò a finire. Ennesimo caso di brutalità subite per discriminazione sessuale, fatti che ancora non cessano d'accadere. Alcune delle persone coinvolte nella vicenda, chiamate coi loro reali nomi e cognomi nel film, negarono alcune delle situazioni così come esposte, ma tutto è basato su atti processuali, c'è poco da confutare.

Film di grandissimo livello, nel mio Olimpo personale, ed interpretazione di Brandon da parte di una Hilary Swank androgina assolutamente stratosferica, nel suo linguaggio del corpo, del viso, s'è dovuta violentare in questa immedesimazione, da restare a bocca aperta! Pensare che è un'opera prima, ma quanto lavoro dietro, cinque anni pazienti di ricostruzione da parte della Peirce e dei suoi collaboratori. Una ricostruzione con un ambiente spesso buio, la violenza sempre dietro l'angolo, situazioni familiari al limite, rapporto difficile col sesso ovunque. Il pur incasinato Brandon nonostante la "confusa identità sessuale" come lui stesso la definisce sembra il solo ad avere le idee chiare in merito.

Storia rappresentata con durezza e dolcezza in modo esemplare.
Assolutamente da vedere.

Il titolo è lo stesso di uno dei pezzi più famosi del gruppo post-punk The Cure, i meno giovani li ricorderanno sicuramente. Il brano compare anche per un attimo durante il film ed ha un testo calzante.


8 commenti:

  1. Bello e sconvolgente, come la notizia dell'ennesimo pestaggio romano di un ragazzo gay. Ciò che più colpisce è lo stupore della vittima nel dire: "Non erano naziskin, erano ragazzi normali e benvestiti".
    Forse sarebbe ora di aggiornale il vocabolario, e capire che "normale" può e deve essere oggi considerato, in certi casi, un insulto persino peggiore di "naziskin"!

    p.s. il precedente l'ho eliminato solo per i troppi refusi: 'sta merdosa tastiera toshiba sta veramente cominciando a disintegrarmi i testi e i testicoli!!

    RispondiElimina
  2. incredibile, ne è sfuggito un altro: "aggiornare il vocabolario", naturalmente, notebook di merda!

    RispondiElimina
  3. Ehi, ma sei proprio puntuale! Attendevo il tuo parere su questo film straordinario sotto tutti gli aspetti. Concordo alla sua ascesa nell'Olimpo, se lo merita. Hilary Swank è talmente brava e credibile che per tutto il tempo ha faticato a pensarla donna. Del resto è quella di Million dollar baby, no? Prossimamente vedrò Freedom Writers, che hai recensito.
    Davvero un peccato che Kimberly Pierce abbia fatto solo 2 film in 10 anni, con una tale opera prima.

    P.S..: The Cure... si, giustamente i meno giovani se ne ricordano fin troppo bene, soprattutto per un'avventura tragicomica al megafestival di Torouth in Belgio nel 1990 (Orsonmic,se ci sei...)

    RispondiElimina
  4. Non piango quasi mai vedendo i film ma vedendo questo era proprio inevitabile. Grandioso.

    RispondiElimina
  5. Grande film, colpisce il cuore con un pugno.

    RispondiElimina
  6. ecco un altro film che mette d'accordo tutti, lo dico con piacere. invece con dispiacere scopro in questi giorni di vacanza che tra i consumatori "normali" di cinema non lo conosce nessuno.

    Grazia, i film li recensisco giorni prima, poi metto i post programmati: non potevo fallire la puntualità. :) curiosa ed involontaria quindi la coincidenza con l'episodio di cronaca citato giustamente da Nicola.
    freedom writers è proprio una bellissima storia, poi ci dirai.

    RispondiElimina
  7. lo sto vedendo or ora, devo dire che lo sto apprezzando parecchio.

    RispondiElimina
  8. mi fa piacere caro dark0. ciao :)

    RispondiElimina