lunedì 3 maggio 2010

Il lungo addio

8
1973, Robert Altman.

Liberamente ispirato al romanzo giallo omonimo scritto da Raymond Chandler, riambientato però negli anni '70 e sfumato in colori di stile impressionista.

Marlowe (Elliott Gould, attore che mi piace molto) è un detective privato. Lennox, un suo amico, in piena notte lo va a trovare e gli chiede di aiutarlo a raggiungere il Messico. Immediatamente al suo ritorno viene arrestato ed accusato di favoreggiamento a Lennox che, pare, abbia ucciso la moglie.

Liberato in seguito al suicidio di Lennox certificato dalle autorità messicane, viene ingaggiato da una donna di Malibu, curiosamente vicina di casa ed amica dei Lennox, per rintracciare il marito, scrittore allo sbando, scomparso da qualche giorno. Lennox poi si scoprirà che lavorava per una banda di gangster e che gli ha fregato molti soldi, ed ora la banda li vuole indietro da Marlowe che non ne sa nulla... il povero Marlowe, che ripete sempre "ok per me", si trova imbrigliato in un puzzle che solo alla fine troverà soluzione, anche alla sua dignità.

Il film ha un ritmo bivalente. C'è tutta la malizia ed il talento di Altman nel realizzare cose come queste.
Da un lato le riprese, lente e spesso ricercate, come una nella quale tra i riflessi della vetrata in primo piano, i soggetti nel vano e la trasparenza dei vetri in fondo al vano, si possono vedere in un solo piano sequenza ben 3 ambientazioni. Da un altro lato una sequenza continua di colpi di scena e di situazioni comiche, contesti a volte strettamente attinenti al giallo da risolvere, altri solo e semplicemente diversivi, espedienti narrativi al solo scopo di contribuire all'atmosfera che si vuole creare.
La citata atmosfera è molto originale. Descrizione di un ambiente ricco e decadente (Malibu) con tutti gli ingredienti del giallo caricaturizzati. Lo scrittore depresso, i gangster con un capo comicamente folle, il gruppo di ballerine vicino a casa di Marlowe sempre seminude sul terrazzo che fanno esercizi ginnici e di yoga, più una serie di personaggi minori tra i quali un imberbe Arnold Schwarzenegger tra i bravacci del gangster, il tutto condito da musica stilosa come la definirebbe il mio amico Lu.

Insomma, senza raccontare troppo, mi pare chiaro che m'è piaciuto tantissimo.
Imperdibile!


8 commenti:

  1. Concordo al 100%: film imperdibile, e sono contento di non essermelo perso (in realtà devo averlo visto per lo meno due volte)

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  2. visto non so quante volte..adoro chandler(mai quanto hammett,ma insomma)e questa trasposizione cinematografica è la migliore in assoluto.enorme elliott gould..altro che mitchum...

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  3. bello vedere che ha estimatori. avevo la sensazione fosse molto poco noto questo film, nonostante il gran nome del regista.

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  4. Sensazione in parte esatta, perché malgrado abbia visto tanti film di Altman, questo lo devo ancora vedere e dalla tua recensione + le 4 stelline di Mereghetti ho l'impressione di essermi perso un capolavoro. Prima o poi dovrò rimediare.

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  5. Ciao Lucien, un benvenuto, anche nel mio blog-ring. Ho visitato il tuo e lo seguirò con piacere :)
    Ne ho visti anch'io diversi di Altman: http://robydickfilms.blogspot.com/search/label/Robert%20Altman . Cosa mi consigli tra quelli che mi mancano?

    @brazz: però Mitchum in questo film è stratosferico: http://robydickfilms.blogspot.com/2009/01/la-morte-corre-sul-fiume.html

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  6. Difficile dare consigli: ne ha fatto talmente tanti! La mia compagna della teiera ha amato Gosford Park (a molti ha annoiato). Io mi ricordo I Protagonisti con Tim Robbins, una satira cattivella sull'industria del cinema!
    A presto

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  7. Confermo, "Gosford Park" e "I protagonisti" mi erano molto piaciuti.

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  8. come ho fatto a farmela sfuggire? forse non eravamo ancora amicioni? :/ probabile! il mio mito, faccia da schiaffi Elliott Gould! magnifico!

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