sabato 29 maggio 2010

Le particelle elementari

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2006, Oskar Roehler.

Da quel che ho letto il film è tratto da un libro omonimo scritto dal tedesco Michel Houellebecq, un caso letterario, che non conosco. Unanime è il riconoscimento allo stesso di uno stile di scrittura sperimentale, innovativo.
Film coraggioso e difficile dunque, ricavarne una sceneggiatura non deve essere stato semplice. Risulta complesso, ma affatto impossibile, da seguire.

E' la storia di due fratelli da parte di madre, padri diversi, che vengono a conoscenza del loro legame ormai adolescenti. Sono estremamente diversi. Bruno è psichicamente molto instabile, ossessionato dal sesso che ricerca costantemente, così come ricerca un rapporto sicuro con una donna. Michael è un genio della matematica e della biochimica, autore di un'innovativa ricerca sul DNA, con un amore infantile mai consumato ed un rapporto timido nei confronti delle donne...

2 vite quindi diversissime tra le quali si crea un'amicizia che nel corso degli anni sarà preziosa ad entrambi. Diversi i momenti d'incontro, Michael sarà d'aiuto a Bruno, il più debole, quasi irrimediabilmente condannato a vivere in ospedale psichiatrico, eppure lo stesso Bruno, in qualche modo, farà riflettere Michael. E' proprio il DNA, nella mia personale interpretazione, il filo rosso di una trama che porterà ad un fattore comune, un piccolo ma importante e drammatico dettaglio, seppure in forme diverse, che riguarda la loro vita affettiva.

Il titolo mi ha subito affascinato e ho trovato una conferma, dell'idea che mi dava, nelle prime fasi del film. A un certo momento, non ricordo le parole precise, Michael riflette sul fatto che la Verità si trova nelle piccole particelle, in merito alle sue ricerche. Una conferma parziale e la mia fantasia va oltre, estende il concetto in modo, per dirla con un parolone, filosofico-umanistico. Un'umanità che ricerca sempre risposte a grandi verità e che poi, essendo verità appunto di grandezza e complessità insormontabili, finisce per gettarsi in modo fideistico e spesso fanatico su religioni e metafisiche varie. Meglio e più salutare risolvere piccole domande, demandare ai successori le domande successive, con approccio umilmente positivistico ed accontentarsi di questo, mantenendo quei valori indiscutibili che sono il rispetto per le persone, gli animali e l'ambiente tutto nel senso più ampio. L'Uomo sa farsi piccolo in questo modo, scendere dal trono e riconoscere la propria dimensione.

Ho divagato ma il Cinema, come ogni forma d'arte, è bello quando personalizzabile, quando fa riflettere anche se si esce (forse) dal contesto, dal vero messaggio. E quando un film mi dà questo io lo giudico bene, anzi benissimo.

Molto, molto bello, ma non per tutti.
Lo rivedrò in futuro, ci devo ancora meditare.

6 commenti:

  1. Non l ho visto provvederò!
    Un saluto

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  2. comprai il libro sotto consiglio dell'esimio editor della casa editrice che lo pubbblicò ma non l'ho ancora letto dopo tanti anni, mi incuriosisce :)

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  3. è il classico caso in cui, avendo letto prima il libro (piccola correzione: Houellebecq è francese) il film non poteva non essere una parziale delusione. Comunque non è malaccio e non sconsiglio di vederlo, ma consiglio con più convinzione il romanzo.

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  4. quasi tutti quelli che hanno letto il libro la pensano come lo Zio a quel che leggo in giro, anzi lui è tra i meno severi. il film però, in senso assoluto, è bello secondo me.

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  5. Anch'io sono affascinato dal titolo, ma non l'ho ancora potuto registrare. La trama sembra interessante.

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  6. ne avevo sentito parlare bene e tu mi hai dato conferma. rientra tra i (molti) film in lista per una prossima visione

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