sabato 8 maggio 2010

Aleksandr Nevskij

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1938, Sergej M. Ejzenštejn.

E' il primo film dedicato da Ejzenštejn alla storia medioevale.
Non mi metto certo a riscrivere la storia di Aleksandr Nevskij, si può leggere più che a sufficienza su Wiki. Primo vero eroe russo, portato in gloria da Pietro il Grande, il film racconta la sua seconda impresa, quella nella quale respinse l'invasione dei Teutoni.

Kolossal epico e rigoroso, storicamente la storia è coinvolgente. Come film l'ho trovato più ingessato, meno efficace e spontaneo del capolavoro "La corazzata Potëmkin". Bellissimo per il mio gusto il minimalismo di scenografie e costumi, e le scene di massa della battaglia, con la tragica rottura del ghiaccio del Lago dei Ciudi che ingoia i teutoni come un'idrovora.

Riporto dalla pagina Wiki questo brano, a partire dal quale fare due rapide ponzate: "Verso la fine del XIII secolo venne compilata una cronaca detta La vita di Aleksandr Nevskij, nella quale è rappresentato come l'ideale principe-soldato difensore della Russia. Pietro il Grande fece trasportare i suoi resti a San Pietroburgo e nel 1725 venne introdotto l'Ordine di Aleksandr Nevskij come una delle più alte decorazioni militari, cancellato però, come tutte le altre decorazioni, dalla Rivoluzione d'ottobre. L'Ordine viene ripristinato solo nel 1942."
Facciamo attenzione agli anni 1938 e 1942.

Anche se la grandezza del regista non è in discussione, almeno da parte mia, parliamo pur sempre di un film sottoposto al controllo asfissiante della propaganda sovietica. E' proprio sulla propaganda che per una volta tanto mi voglio soffermare.


Nel 1938 erano tempi in cui stalin era più forte e potente che mai ed aveva già attuato quella che è da considerare le più sanguinaria delle repressioni sovietiche, la collettivizzazione-dekulakizzazione delle proprietà contadine in particolare in Ucraina, nota come "Holodomor" che significa letteralmente "infliggere la morte attraverso la fame". Un numero incalcolabile di morti, forse il più grande genocidio della storia dell'umanità (le stime più pessimiste parlano di oltre 10 milioni).
Il grande condottiero russo Nevskij, per affrontare i Teutoni, comprese che i soli soldati non sarebbero stati sufficienti e chiamò ad intervenire le masse contadine, che furono determinanti, cosa doppiamente significativa se si pensa che l'aristocrazia non era completamente ostile all'invasore. Scene in cui alcuni dicono "... prendete tutto quello che è mio..." non sono casuali. La fallimentare politica che non riuscì a coinvolgere i contadini ne cerca ancora il consenso, e trova occasione di farne apologia, mossa molto astuta.
Sempre nel 1938 si sentiva forte la minaccia nazista arrivare dalla Germania. Il Patto Molotov-Ribbentrop arrivò solo nell'agosto del 1939. Insomma, la mia illazione è semplice, mandare cioé un messaggio chiaro e preciso al reich ed al popolo: i russi avevano già sconfitto i tedeschi e si sarebbero ripetuti.

Questa invece non c'entra direttamente col film, ma... Il 22 giugno 1941 con l'Operazione Barbarossa hitler rompe di fatto il Patto invadendo l'Unione Sovietica che dovrà tenere duro, senza mezzi adeguati a respingere i tedeschi. Solo alla fine del 1941 e inizi del '42 cominceranno le prime controffensive. Guarda il caso, i premi al valore militare, anche se fondati dagli zar, vengono ripristinati, compreso appunto quello intitolato a Nevskij, eroe ormai ufficialmente sdoganato. Un dettaglio.

Tornando al film, è un pezzo di storia del Cinema, obbligatorio per un cinefilo che si rispetti.


2 commenti:

  1. il Fuhrer non deve averlo visto, altrimenti credo avrebbe cambiato tattica...

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  2. già! :D
    probabilmente era ancora dietro a riguardarsi le Olimpiadi di Berlino del '36, per altro magnificamente riprese da Leni Riefenstahl: http://robydickfilms.blogspot.com/2009/12/apoteosi-di-olympia.html

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