sabato 15 maggio 2010

The Messenger

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2009, Oren Moverman.

Sulla trama c'è pochissimo da dire: 2 militari americani, uno da tempo assegnato all'incarico un altro lo è appena stato dopo essere rientrato dall'Iraq, compongono una squadra che lavora sotto il comando del "Casualty Notification Office", si occupano cioè d'informare ufficialmente ed a nome del governo il parente di un soldato deceduto in guerra, in particolare stiamo appunto parlando di quella in corso in Iraq. Devono essere discreti, precisi e soprattutto veloci per evitare che la notizia, con tv o giornali, arrivi prima di loro.

Sono 2 militari graduati, decorati ed esperti, eppure scenderanno nell'inferno della guerra più con questo compito che neanche in battaglia. Hanno una sorta di decalogo molto preciso e rigoroso da rispettare, che prevede tutto e con ragione. Ad esempio non devono salutare con buongiorno o buonasera, perché non c'è nulla di buono in quell'incontro. Devono evitare contatto fisico al fine di ridurre al minimo il coinvolgimento emotivo. Importante rispettare un preciso protocollo per ogni situazione. Non sempre sarà possibile farlo, il più giovane dei due non riesce ad estraniarsi dai contesti, il più vecchio affoga in puttane ed alcol il bisogno di sfogarsi.

Ogni visita è una mazzata sulla loro psiche, un ulteriore cicatrice. Credo siano diverse migliaia i morti in Iraq solo tra i militari americani, al solito un numero che esposto così è abbastanza freddo, dice poco, ma poi, come ho detto anche altrove, se ogni singolo morto viene descritto, incontrato, illustrato nella sua vita e nei suoi affetti, le cose cambiano e di molto.

Film con qualche piccola lungaggine sulle vite private dei 2, ma è solo un neo, dal mio punto di vista, in una sceneggiatura importante ed originale. Non immaginavo nemmeno esistessero degli staff per queste cose. Credo, dopo l'artificiere, il lavoro che più di ogni altro non vorrei mai fare.

Decisamente da vedere.

3 commenti:

  1. ottimo film, grande interpretazione di Woody ma non la sua migliore

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  2. non trovi però, cinematograficamente parlando, che sia un filo sovrastimato? nel senso che la storia è bellissima, davvero, ma riprese, fotografia, interpretazioni... non sono poi 'sta cosa eccelsa.

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  3. la regia è funzionale, forse non stepitosa ma le interpretazioni per me sono tutte pazzesche. woody e ben foster grandiosi!

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