lunedì 24 maggio 2010

Fish Tank

13
2009, Andrea Arnold.

Volevo già approcciare questa regista dell'acclamato Red Road, la sua opera prima, che comunque guarderò a breve. Poi l'aver letto la positiva recensione di Cannibal Kid di questo film mi ha modificato i piani, colpa la curiosità...

Racconto di pochi giorni di Mia, una ragazza di una periferia inglese, una periferia degradata qualsiasi, tanto poco si differenziano tra loro. Madre giovanissima ed assente, una sorella parecchio più piccola estranea. Mia è una ragazza difficile, già destinata ad una scuola "speciale" per adolescenti difficili. Astiosa, ribelle, anche idealista ma con inconcludenza e correndo inutili rischi, priva d'una guida sia esterna perché non riconosce alcuna autorità che interiore.

Immagini a spalla e fotografia scarna e naturale, vita urbana dura che non conosce empietà, se l'avessi visto senza titoli di testa ed indicazioni avrei subito pensato a Ken Loach o a Shane Meadows, c'è la stessa voglia di cinema che vuol disilludere sui lustrini e pailletes proposti dalla televisione o dai media in generale, troppo spesso compiacenti ai poteri politici. Non c'è la stessa intensità e pathos che in diversi film dei 2 illustri citati, alcuni veri capolavori, si respira quasi fisicamente, ma non manca il talento e soprattutto una caratterizzazione che lo identifica come autore.

Straordinaria per regia ed interpretazione è Mia, per la bravura dell'attrice Katie Jarvis e di Arnold, guidandola, nell'approfondirne la personalità. Ecco la caratterizzazione che intendevo. Arnold non si affanna su piani sequenza o punti di ripresa mirabolanti, in questo senso è abbastanza "classico" ad eccezione di 2 o 3 scene di grande ricercatezza anche estetica, ma eviscera da Mia ogni sfaccettatura.
Mia è una ragazza che non conosce amore, ne ha un gran bisogno ma pare proprio non averne mai ricevuto. Quando Connor, il compagno della madre, le darà attenzione affettiva (e non solo) lei scoprirà letteralmente un mondo nuovo, talmente tale da doverne fuggire per poi caderne quasi vittima fino al punto di sfiorare una tragedia (ecco, una delle scene di regia superba). Di Mia ce n'è tante, in ambo i sessi, di quell'età ed in questa storia se ne comprende una delle possibili ragioni sia familiari che sociali. Ogni tanto qualche film come questo mi riporta alla memoria "Resurrezione" di Tolstoj, chissà quante volte l'ho citato, uno di quei mattonazzi moralisti e retorici che ci vuole un gran stomaco per digerirli e che però contiene, mirabilmente esposta e spiegata, una teoria umanista estrema che solo uomini come Gandhi o M.L.King sono stati capaci di capire fino in fondo: dietro ogni reato o delitto c'è una colpa della società, sempre sempre e ancora sempre. Io la ricordo bene, ce l'ho sempre in testa, ma saperla applicare...

Una piccola perla insomma, decisamente da vedere, e non aspettiamoci da questi film, come da quelli dei 2 mostri sacri prima detti, finali tristi o felici. Finale quasi non ce n'è, sono film che proseguono fuori dalla sala.

13 commenti:

  1. Perchè il tuo sfondo lampeggia?
    Che sia un incantesimo della maga?

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  2. non so dirti, a me non lampeggia O_O

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  3. grazie per la citazione, sono felice di averti scombussolato i piani :)

    quanto a red road nemmeno io l'ho ancora visto. tra l'altro pare sia uscito anche in italia. incredibile, magari lo troviamo pure doppiato!

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  4. ci mancherebbe Marco :)
    spero proprio di non trovarlo doppiato red rose, sai che preferisco di gran lunga in lingua originale coi sub

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  5. Di questa regista (è una signora) ho visto solo Red Road, che mi era piaciuto molto. Se non ricordo male, era prodotto da Von Triar? Anche questo sembra interessante.

    P.S.: pure a me il tuo nuovo sfondo lampeggia, ma solo nelle fasi di caricamento o, come ora, quando sto per inviare il commento. Mah!

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  6. poffarre, ho corretto subito al femminile! :)
    questo lampeggiamento è misterioso, usate anche voi firefox? a me continua a non farlo

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  7. penso d'aver capito, ma è un banale fenomeno di refresh della pagina al termine del caricamento, l'immagine è fissa, non scorre con il testo.

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  8. anche io avrei detto Ken Loach.
    un saluto

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  9. film che ho adorato, la scena più bella per me è il ballo davanti a Connor...belle le luci gialle provenienti dalla strada che filtrano dalla finestra e donano alla stanza un aspetto irreale. Bella la tensione tra i due, palpabile.

    Regista talentuosa, sponsorizzata da von trier.

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  10. Francesca, hai presente la scena superba che indico nelle recensione? è proprio quella che hai indicato ;-)
    questo fatto che il "mio" adoratissimo Von Trier (sfioro il fideismo) sponsorizzi questa regista sta cominciando a farmela amare.

    @Ernest: ricambio il saluto :)

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  11. allora siamo perfettamente d'accordo! avevo letto ma non mi era chiaro il riferimento...

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  12. "...e non aspettiamoci da questi film, come da quelli dei 2 mostri sacri prima detti, finali tristi o felici. Finale quasi non ce n'è, sono film che proseguono fuori dalla sala."
    hai detto tutto.

    ce lo avevo in lista da secoli e finalmente mi sono deciso a vederlo. in realtà lo snobbavo perchè 'red road' non mi era piaciuto per niente e temevo che questo fosse una roba simile. per fortuna mi sbagliavo.
    bellissimo questo.

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  13. caro Dr.Nick, mi fa molto piacere tu abbia apprezzato! :)
    peccato per Red Road, ma quando un film non ti prende c'è poco da fare.

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