mercoledì 5 maggio 2010

Arca Russa

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2002, Aleksandr Sokurov.

Uno dei miei sogni di sempre, visitare la Russia e rivivere nella memoria i romanzoni che mi son bevuto, in particolare poi visitare San Pietroburgo, passeggiare lungo la Prospettiva Nevskij e trascorrere almeno una giornata a visitare il Palazzo d'Inverno, ora museo nazionale noto come Hermitage.

Nel frattempo scopro un film che con la cinepresa scorrazza dentro l'Hermitage viaggiando nel tempo. Entra in compagnia di un personaggio misterioso, un intellettuale, francese, diplomatico, e con esso visita il museo che si propone ora come galleria d'arte, ora come Palazzo d'Inverno, con le rappresentazioni di cerimonie, della vita della famiglia reale, incontri diplomatici fino alla finale festa con balli e cena sfarzosa, tutto in gran pompa.

Illustrazione della storia russa, della cultura dell'aristocrazia, della abbacinante bellezza del palazzo. Impressionante dispendio di mezzi! Smisurata quantità di comparse, costumi ricchissimi ricostruiti con ricerca di dettaglio, orchestra stabile dell'Hermitage che riproduce dal vivo le musiche durante le riprese. Pur con qualche richiamo mitologico come le fanciulle-angioletti, la ricostruzione ed il modo in cui la voce fuori campo ed il suo ospite misterioso si muovono fra le stanze e i loro abitatori ed ospiti producono un realismo che solo la lentezza dei movimenti, elegante ed ipnotica, rendono onirica, come muoversi tra fantasmi coi quali in realtà si può interagire.

Tutto questo, e qui rasentiamo l'incredibile, in un Unico Piano Sequenza che dura 1 ora e mezza!
Come ha fatto? Non lo so, è davvero una cosa pazzesca! Qualche espediente dietro ci deve pure essere ma non l'ho colto, pur con molti rewind fatti sia per capire il trucco sia per rigodermi la scena. In ogni caso l'effetto è quello di un viaggio senza soste volteggiando dentro il palazzo, sono gli occhi che sbattono le proprie palpebre le sole interruzioni della scena. Eccezionale.

Difetti? Dura poco, è così bella l'idea ed il metodo di rappresentazione che vorresti durasse almeno un'ora in più, magari facendoti vedere con la donna cieca qualche quadro in più, o qualche altro episodio storico, qualche altra scena di bellissima poesia e musica come quella della regina col maggiordomo che svaniscono nel cortile innevato.

Un capolavoro. Merita menzione il compositore delle musiche originali, Sergey Yevtushenko.



8 commenti:

  1. Ehhhhhhhh, ma che figo (è blasfemo dire "figo" di un film così?)...wah!
    Ho visto qualche video-estratto.
    E adesso lo cerco, subito. Subito!
    Grazie Roby, gran bella scoperta per me...

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  2. "Questo film è una fantasia. Parla di qualcosa che non è mai accaduto ma che avremmo desiderato che accadesse. Sono stanco del montaggio. Non voglio fare esperimenti con il tempo. Voglio portare sullo schermo il tempo reale. Non bisogna avere paura dello scorrere del tempo". Alexander Sokurov

    Ciao Roby! è un po' che non scrivo, ma oggi, su questa bellissima sorpresa che mi fai, non potevo certo mancare.
    La prima volta che ho visto questo film è stato grazie a Ghezzi una notte su Rai 3: un incredibile viaggio nel tempo (e nell'Arte) attraverso le sale dell'Ermitage e il succedersi delle vicende storiche della Russia di cui è stato per secoli il protagonista.
    Ricordo che per tutta la durata del film avevo la sensazione di essere io - non il regista - l'invisibile compagno del misterioso aristocratico personaggio che ti guida nella visita. E che guida è!
    Ne ero rimasta così affascinata che, nonostante l'avessi registrato, l'ho poi anche acquistato su DVD (e non era nemmeno nice price...) e rivisto un sacco di volte.
    Non mi dilungo sulla tecnica incredibile realizzata da Sokurov, culminante nell'interminabile sequenza finale dell'uscita dal ballo (e non solo dal ballo!). Hitchcock ci aveva provato con "Nodo alla gola", ma allora i mezzi consentivano riprese massime continue di 10 min. o poco più.
    Nel caso non ci fossi ancora andato, sul sito del Cineforum di Bolzano, che ben conosci, a questo film è dedicato ampio spazio con molte recensioni tutte da leggere.
    Un paio di brevi estratti, che condivido in pieno:

    "Arca Russa é il film che Orson Welles avrebbe voluto girare se avesse conosciuto l'era del digitale e, allo stesso tempo, é il film che fa pensare cosa avrebbe fatto Stanley Kubrick se fosse vissuto quel po' di più per mettere mano a una macchina di ripresa digitale"

    "Prima solo Rohmer con “La nobildonna e il Duca” era riuscito a rappresentare perfettamente le istanze del digitale."

    P.S.: Sì, andare a S. Pietroburgo e dintorni è un sogno che spero anch'io di realizzare presto!

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  3. Di Sokurov devo farmi una delle mie retrospettive. A questo film ci metto l'etichetta capolavoro a prescindere, troverò sicuramente un modo per giustificarla.

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  4. darko, ebbene sì, pure un po' anarcoide! :D

    Lu, questo è uno dei Tuoi film, garantito.

    grazia, sì, ti fai "desiderare" ultimamente, però ripaghi con un commento ricchissimo, grazie.

    eraser, Sokurov merita, anch'io penso di vederne altri appena possibile. ah, per te è in arrivo una sorpresa, in programma il 10-5 p.v., stay tuned ;-)

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  5. Non commento, ma leggo SEMPRE...devo ripeterlo ogni volta? ;-)

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  6. Una cosa sola - anzi due: come fai ad essere comunista e pure anarcoide?! Insuperabile! ;-)
    Sicuramente rientra nei miei gusti, o perlomeno è un tipo di film che mi suscita grossa curiosità; vorrei però che fosse ben chiaro che dei film che non mi attirano particolarmente non penso assolutamente nulla di male. Ammesso che non sia una boiata, ça va sans dire! :-D

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  7. grace, il biglietto, se non obliterato, non vale. mi tocca sempre dirtelo? :D

    Lu, è molto semplice: basta non sapere che significano quelle 2 parole ed il gioco è fatto!

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