domenica 3 gennaio 2010

L'uomo senza sonno

6

2004, Brad Anderson.

Trevor Reznik lavora in una fabbrica meccanica, non dorme da un anno, è magro come un anoressico,  ha continue allucinazioni.

La mancanza di sonno genera una condizione di vita "intermedia", non si distingue più ciò che è reale da ciò che non lo è. E' una situazione di esaurimento estrema cui il fisico spossato che ne è conseguenza contribuisce. La locandina dice benissimo: un incubo ad occhi aperti.

L'interpretazione di Christian Bale è eccezionale, in tutti i sensi. Il dimagrimento spaventoso cui si è sottoposto (30 kg!) per l'immedesimazione si commenta da sé, ma non è solo questo, è un insieme di sguardi, posture. Dopo un inizio in cui Trevor ti trasmette sonno a te spettatore, cominci ad entrare nel suo devastato cervello, entri in una trance emotiva anche se, come lui, non ti spieghi le ragioni della allucinante situazione e vuoi risolverle.

Il finale spiegherà tutto, sarà molto semplice, ogni fase dell'incubo vissuto troverà una spiegazione, tranne un personaggio, la variabile inconscia che ogni onirica situazione che si rispetti devi prevedere. Ci ho visto molto David Linch.

Molto poco premiato dal pubblico, è invece un film notevolissimo.
Assolutamente da vedere.

6 commenti:

  1. Cazz... sempre a pensare a Lynch tu... :D
    No, qui, per fortuna, non ve n'é traccia alcuna, difatti è un cineincubo maiuscolo. ;)

    RispondiElimina
  2. ahahah! cara linciaiola...
    pensa, stavo per scrivere che qualcosa era stato persino copiato da Mulholland (incubo capolavoro di tutti i tempi), ma ho avuto pudore proprio pensando a te. :)

    RispondiElimina
  3. Pensando a me? No Roby, quello che ti ha vietato di sparare una simile corbelleria è il tuo inconscio: lui sì che sa distinguere tra incubi e... seghe lynchaiole.

    Ahahahahah! :D

    RispondiElimina
  4. effettivamente era solo una battuta. ;-)

    no no, questo film è super e originale, ci mancherebbe. sai che sono lincianamente traumatizzato quindi i film-incubo mi riportano il pensiero al grande interprete del genere.
    peccato tu non riesca (o non voglia) a comprenderne, almeno in Mulholland Drive, l'immensa grandezza, ma qualche limite a tutti è concesso. :P

    RispondiElimina
  5. Limite? Tsk! Copio-incollo una vecchia risposta (che tu ben conosci) ad un amico con cui feci il militare in quel di Savona... ahahah!

    Ci sono volte che la celluloide assurge a materia di cui son fatti i sogni, anzi... diviene il sogno stesso.
    Ci sono volte invece che un presunto (a furor di popolo) cine-sogno ti riconduce alla materia di cui è fatta la celluloide. Plastica! Ebbene: questa è una di quelle volte. E in verità la plastica non mi fa neppure incazzare. La riciclo e butto nel cassonetto della raccolta differenziata. Questo ho detto ieri al mio amico Marx, grande estimatore del film in questione, con cui feci il militare in quel di Savona nei lontani anni '90. Lui all'epoca mi raccontava "Twin peaks" allo sfinimento... eppoi sempre con quella cazzo di domanda: "Ma per te, chi ha ucciso Laura Palmer?" Beh, io non l'ho mai saputo chi uccise Laura Palmer, ma so per certo che avrei tanto voluto ucciderla io. Ma mi avvedo che sto uscendo dal seminato... Tornando alla pellicola, gli ho detto pure: in tutto quel marasma color pastello, paralumi e rassicuranti tinelli marron - per non parlare dei maghi - che m'ha fatto rimpiangere il cubo di Clive Barker, quello di Rubik e il monolite di Kubrick, Naomi Watts è brravissima. Eccelsa. E bacia pure bene. Ma ricordavo la sua preferenza per la mora (perché ovviamente c'ha le tette più grosse). Così ho aggiunto: non è brava come la Watts, ma bacia bene pure lei.
    Lui s'è tutto ringalluzzito e mi ha confermato che la mora è decisamente più 'bona' (e non solo per le tette), anche se riconosceva una maggior sensualità in Naomi. Poi ha aggiunto: "Però che tristezza parlare di tette e bonazze in un film di Lynch" e quasi piangeva. Beh, 'sta cosa mi ha dato da pensare. Ed ho pensato. Cose essenziali e profonde naturalmente. Al mio solito. Sono quindi giunto ad una conclusione. Credo che non sia cosa triste parlare di tette in un film di Lynch. Credo che sia l'unica cosa da fare. L'unica possibile. Per me.
    Domani gli telefono e glielo dico.

    RispondiElimina
  6. ok, mi dichiaro dialetticamente sconfitto! :D

    RispondiElimina