lunedì 19 gennaio 2009

Manicomio (Bedlam)

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1946, Mark Robson.

Siamo nel 1761 a Londra. Il manicomio esiste davvero e su si lui e sui suoi ospiti nascono veri e propri miti. Si può visitare, bastano 2 penny e si può entrare ad ammirare i mostri. Sims, il cinico e tirannico gestore, organizza dietro compenso persino degli spettacoli grotteschi coi suoi ospiti.
L'ironia, se così vogliamo chiamarla, è che il XVIII sec è chiamato "il secolo della ragione", ce lo dice lo stesso film all'inizio. Quello che però avviene a Bedlam di ragione, di umano, non ha nulla.

Una ex-protetta di un lord, dalla mente vivace e dall'animo sensibile, diventerà acerrima nemica di Sims, il quale però con abilità "politica" riuscirà a farla rinchiudere nel manicomio stesso. La donna, molto ben supportata moralmente da un amico quacchero, saprà però trovare, anche in quell'ambiente infernale, dignità e forza, e comincerà ad aiutare tutti i ricoverati coatti con tante piccole attenzioni facendosi amare da tutti loro. Sims la minaccerà ancora, perché nel frattempo stanno provvedendo i suoi amici liberi a tirarla fuori, cosa che lui deve impedire, ma non ha fatto i conti con l'imprevedibile reazione dei suoi "ospiti", che sarà terribile.

Bellissimo film e bellissima storia, ennesima occasione per riflettere su cosa sono stati i manicomi che sicuramente sono uno degli istituti che ultimo fra gli ultimi ha visto l'avvento della modernità. La situazione ritratta è durata, in molti posti, anche nei paesi più moderni ed evoluti, fino al XX sec inoltrato.
Film di produzione americana, a Londra ne fu impedita la distribuzione. C'è sempre un perché nella censura, e la regola è quasi sempre valida: ciò che è stato censurato merita d'essere guardato.

Straordinaria, cinematograficamente parlando, la fotografia e l'intensità noir complessiva. Boris Karloff che interpreta Sims è fenomenale, una vera icona del genere.

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