giovedì 8 gennaio 2009

Gomorra

4

2008, Matteo Garrone.

Attraverso 5 delle innumerevoli storie di camorra contenute nel famosissimo e importantissimo libro di Roberto Saviano, Matteo Garrone intreccia con abilità una trama unica e se anche alcune delle storie hanno luoghi e persone distinti la percezione di unità, di inscindibilità delle vicende è netta.

Un ragazzino che deve compiere scelte di parte tra bande rivali. 2 ragazzi che vogliono fare i camorristi in proprio senza sottostare alla banda dominante. Il "distributore" dei proventi, soprattutto dalla droga, a tutte le famiglie del quartiere. Un sarto sfruttato sin da quando è bambino e che anche da adulto non può permettersi di "allontanarsi" dalla grande famiglia. Un cinico "trafficante di rifiuti tossici".

Terribile. Per motivi solo apparentemente diversi, sono tutte storie agghiaccianti. E tutte vere.
Il film è a mio parere straordinario, davvero fantastico è di grandissimo realismo nelle riprese e nell'audio in presa diretta. Buona parte degli attori sono proprio presi dalle strade di Scampia e di Casale (2 di essi sono tornati in galera di recente). Altri, come il bravissimo Toni Servillo, sono professionisti che nulla fanno per emergere dal film. Non sono istrioni, sono al servizio dell'orchestra. Bravissimi.

Non amo i campanilismi ma sono fiero del fatto che in Italia si sia prodotto un simile film.
Non amo nemmeno gli oscar, gli presto comunque attenzione e riconosco ovviamente che danno molta visibilità ad un'opera, quindi mi auguro che Gomorra lo vinca e possa essere visto in tutto il mondo con grande successo.

Sono anche fiero di quello che hanno fatto soprattutto gli abitanti di Scampia, con grande coraggio, lo dico con cognizione di causa.
Vivo a Milano ma le mie origini dicono Salerno. Non è Napoli, dista circa 80 km. Da bambino trascorrevo 3 mesi l'anno in quella bellissima città e giravo molto a piedi. Nonostante le raccomandazioni di nonni e parenti vari sono spesso finito in quartieri popolari cosiddetti "malfamati", paragonabili a delle "micro-scampia" se vogliamo. Il clima era quello, la paura che avevo era folle ma folle è anche un bambino curioso.
Quella che si vede nel film è realtà! Spaventosa...

Vorrei mettere l'accento su 2 punti che mi hanno dato molto da pensare.

Anzitutto l'incredibile bruttezza delle Vele di Scampia. Questi palazzi popolari dall'architettura pretestuosa, costruiti e mai assegnati, sono diventati terreno fertile per la malavita. Un ginepraio pazzesco pieno di anfratti, sembra fatto apposta Per.
Ricordo una affermazione di Schiller, il famoso poeta tedesco coevo, concittadino ed amico di Goethe, particolarmente sensibile all'estetica, che sostanzialmente diceva: dove c'è una brutta architettura non può vivere gente felice. Verissimo.

In secundis, altra cosa evidente: sembra che si nasca camorristi, purtroppo. In particolare la storia del bambino, Totò, è emblematica.
Nascere in un luogo simile, in un tale contesto, pare una condanna, un destino scritto dal quale è difficilissimo se non impossibile estraniarsi.
Ma non è del tutto vera questa cosa. Una speranza c'è. Roberto, l'apprendista trafficante di rifiuti avrà il coraggio e la dignità di abbandonare una facile e redditizia carriera. Meno male. Un segnale incoraggiante ci voleva.

Vedere questo film è un dovere, per tutti.

p.s.: se non conoscete l'idioma napoletano bene, meglio una versione sottotitolata.

4 commenti:

  1. Roby infatti vedo che è un dovere per tutti come no. uffi. Ma caspita. Gomorra è un bel film ben girato. Il libro lo ammetto, non l'ho letto tutto. Troppo articolato. Il film è molto bello. Tanto che sembra di essere in purgatorio...anzi no, proprio all'inferno. Ero in sala a bocca aperta o meglio chiusa. Niente da dire,solo gli occhi scorrevano le scene.Scampia dura, nuda, cruda. Scampia senza fronzoli. Scampia che ti fa mille domande e tu proprio non la sai la risposta.

    *Diventare imprenditore. Capace di commerciare con tutto e fare affari anche col nulla. Usare tutto come mezzi e se stessi come fine. Chi dice che è amorale, che non può esserci vita senza etica, che l'economia possiede dei limiti e delle regole da seguire è soltanto colui che non è riuscito a comandare, che è stato sconfitto dal mercato. L'etica è il limite del perdente, la protezione dello sconfitto, la giustificazione morale per coloro che non sono riusciti a giocarsi tutto e vincere ogni cosa.*

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  2. è dura all'inizio la vita di un blogger... scrivi scrivi scrivi, e non ti caga nessuno, poi improvvisamente qualcuno comincia a notarti. io ero partito senza fare alcuna promozione, nemmeno gli amici invitavo, pensavo: bho?!? intanto scrivo.

    però vedi, ora qualcuno che mi presta attenzione c'è! :D

    sono d'accordissimo con te su questo film, che m'è piaciuto e ho trovato, anche per motivi sociali, importantissimo

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  3. Io io io ti presto attenzione, meglio tardi che mai no? E poi io spulcio e trovo...

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  4. ah sicuro che è meglio!
    vedi poi il bello dei blog? anche le robe di tempo addietro si trovano bene. vai su fb a beccare qualcosa che hai scritto un anno fa e dimmi... ;-)

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