venerdì 9 gennaio 2009

Galileo

1

1968, Liliana Cavani

La storia di Galileo è arcinota. Per una buona documentazione, solito Wiki.

Allora voglio solo complimentarmi, per l'ennesima volta, con Liliana Cavani, magnifica regista ormai entrata nell'Olimpo dei miei miti.
Anche questo film è scarno, o forse dovrei dire schietto, o crudo, non so trovare un aggettivo adatto, maledetta pochezza del mio vocabolario! La storia è vissuta come se fosse "in diretta". L'attualità e il valore dei dialoghi, del metodo scientifico che può e dovrebbe essere anche metodo di ragionamento per una persona virtuosa e di mente aperta, è sconvolgente.

Ricerca delle perfezione a sé stante, nessun autocompiacimento nella Cavani, giornalista e cronista che viaggia nel tempo.
Un momento solo di Cinema, un sogno, quasi premonitore, che Galileo farà prima di essere minacciato di torture se non avesse fatto piena abiura del libro "Dialogo". E quel sogno è la sola invenzione che è dato vedere, ma probabilmente non è invenzione nemmeno quella.

Giusto risalto è stato dato anche alla vicenda di Giordano Bruno, che Galileo ebbe modo di conoscere proprio a Venezia quando poi Bruno, tradito, venne consegnato all'inquisizione.
Bruno venne bruciato a Campo dei Fiori, a Roma, nel 1600. E' il mio mito di sempre, le scene del rogo mi hanno emozionato e commosso.
Grazie al film ho potuto riflettere ancora sulla diversa fine dei 2 personaggi. Galileo, come sappiamo, sopravvisse sostanzialmente incolume nel corpo anche se devastato nello spirito. Bruno provò a ritrattare in extremis, cosa che nel film non emerge, ma questo non lo salvò, troppe le parole "pesanti" espresse di fronte all'inquisitore senza la sottomissione che invece Galileo accettò, alla fine.
Il film non dà sentenze sui 2 atteggiamenti ed io nemmeno. Amo Giordano Bruno per quello che ha detto e scritto, non perché è morto martire delle sue idee. Un morto, quasi sempre, non serve a nulla. Bene ha fatto Galileo, tutto sommato sarebbe morto inutilmente e comunque le sue grandissime scoperte sono giunte fino a noi, nonostante tutto. Sono arrivate anche quelle di Bruno, che se avesse vissuto un altro po' avrebbe avuto modo di svilupparle ancora... chissà.
Due delle più grandi menti italiane di tutti i tempi.

Concludo con un'ultima, e non rara, nota dolente.
Prodotto dalla RAI, non è mai stato trasmesso. Fu addirittura vietato ai minori di 18 anni!
Ogni commento è superfluo.

1 commento:

  1. Grazie per le informazioni sul film di Liliana Cavani. Molto apprezzato.

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