lunedì 26 gennaio 2009

Totò che visse due volte

7

1998, Daniele Ciprì, Franco Maresco

(breve premessa: la recensione contiene qualche volgarità ma non sono riuscito a trovare parole più adeguate.)

Film dal genere davvero indecifrabile. Cinico, come Cinico TV, la striscia che ogni tanto si vedeva su Rai 3 qualche anno fa, degli stessi autori. Blasfemo come poche cose ho visto tali. Ambientazione in una Palermo post-atomica senza tempo, periferie piene di calcinacci, branchi di cani randagi, topi e fogne in continuo, uno schifo totale sempre.

In quei luoghi si muovono un popolo di freaks al limite del guardabile. Solo uomini, anche per interpretare le donne, lerci e sdentati il cui puzzo esala persino dalla pellicola che li ritrae. La bruttezza rende meno contrastante la deformità di alcuni.

Sono riuscito a inorridirvi abbastanza?
Se no proseguiamo col descrivere i 3 episodi del film, ammesso che abbiano una trama con un senso compiuto. Ci provo.

Il primo è la storia di Paletta, scemo del paese maltrattato da tutto e da tutti con un bisogno mostruoso di sesso. Per "fottersi" Tremmotori, un'infernale "zoccola" che arriva in paese, per procurarsi i "picci" profanerà il tempietto che il boss del quartiere ha fatto costruire per la madre morta e che tutti venerano. Non sarà fortunato, né con la vomitevole Tremmotori, né col Boss.
Masturbazioni a non finire, individuali e di gruppo. Episodio sconcertante.

Nel secondo siamo in una camera mortuaria. Madre e fratello vegliano Pitrinu, checca "finissima" appena morto per causa ignota. Si teme l'arrivo di Fefé, il suo amante amatissimo, che il fratello di Pitrinu volentieri staccherebbe "a capa" a quel "sucaminchia fetusu". Fefé, riluttante, si fa convincere ad andare a trovare il fidanzato morto. Subirà qualche sputazzo in faccia, ma si mostrerà per il mostro che è ed è stato nei confronti di Pitrinu.
Cinismo all'ennesima potenza. M'ha entusiasmato.

Il terzo episodio è la vita di Gesù parodiata come peggio non si potrebbe immaginare. Don Totò fa sciogliere Lazzaro nell'acido. Un altro Totò (il vetero-gesù), che manda affanculo tutti quelli che gli scassano la minchia anche quando compie miracoli, andrà a resuscitare Lazzaro, che subito dopo comincerà a vendicarsi ammazzando i membri del clan di Don Totò. Totò subirà la delazione di un gobbo-giuda deforme che si vendicherà del fatto che mai è stato da lui guarito; in cambio Don Totò lo farà fottere con una "super-sticchia" con occhi dolcissimi ed un barbone da paura. Il tradimento non sarà in un giardino ma durante una cena (ultima? forse) nella quale gli apostoli s'abbuffano raccontando pure sconcezze e nel mentre passerà anche quella "bellezza" di Tremmotori. Il poverò Totò, che ha salvato Lazzaro, non farà una fine meravigliosa.
Ho dimenticato qualcosa? Ah sì: un angelo viene ucciso da un pazzo che vuole le sue ali, poi scappa con le sue ali ma finisce nelle grinfie di 3 ciccioni che lo sodomizzano e lo fanno sodomizzare anche da un malato mentale sesso-maniaco. Quest'ultimo, bisognosissimo d'amore, farà sesso anche con una statua che raffigura la Madonna.
Tutto raccapricciante. A mio parere, questo episodio è genialità cinica allo stato primordiale.

Il film fu vietato a tutti, cosa normale in uno stato islamicamente sottomesso al cattolicesimo. Poi dopo un ricorso fu sbloccato, ma restò pochissimo nelle sale.
Bianco e nero tetrissimo, scuro da oltretomba a volte, ed altre bianco abbacinante. Tutto parlato in siciliano strettissimo, gode fortunatamente dei sottotitoli.

Imperdibile ma... un film per tutti e per nessuno.

7 commenti:

  1. La cosa piu' terrificante del film è che Palermo e la sicilia in generale è veramente cosi'.Il messaggio arriva piu' diretto se si capisce il siciliano.Infatti non è un film per tutti i siciliani.Un italiano normale non puo' capire mai la scorcentante visione di Cipri' e Maresco.In sicilia si appoggia tutto alla religione,quindi puoi immaginare la sconcertante visione di questo film per un abitante siculo.Blasfemia allo stato puro,la gente si potrebbe anche suicidare dopo la visione.Il film infatti puo' essere davvero un trauma per molta gente.Da molte parti ho letto che i registi sono riusciti a creare una Palermo mai esistita...beh,vuol dire che la gente non è mai andata!Forse ormai si appoggia troppo all'informazione.
    Comunque bella recensione a differenza di altri vedo che il messaggio in qualche modo anche tu l'hai percepito.

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  2. Grazie Angelo per il notevole contributo, davvero prezioso, al quale non ho proprio nulla da aggiungere. Sono di origini salernitane, conosco bene il sud campano ma in Sicilia sono stato, purtroppo, una volta sola a Siracusa. Adoro i film di Ciprì e Maresco in termini assoluti, ma andare a fondo nei significati richiede, come dici, conoscenza diretta dei luoghi.

    Un piacere averti qui, fatti sentire ancora e ... consigliami eh! :)
    Ciao

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  3. non ci sono parole per descrivere un film del genere , sempre se si può ritenere "un film " . Dovrebbero gettare i creatori di stu film, anzi di questa porcheria , in galera. Questa è blasfemia, questa è bestemmia.

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  4. mha... "anonimo", quando non so a chi mi rivolgo, non mi viene di dibattere.
    saluti

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  5. ricambio i saluti. hai raggione , mi chiamo salvatore è ho 21 anni e sto in un piccolo paese della provicia di palermo.

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  6. ciao salvatore. be', già meglio avere un nome a cui rivolgersi. :)

    cmq guarda, fortunatamente non siamo tornati al medioevo, l'inquisizione è finita da un pezzo, per cui i tuoi propositi sono perlomeno fuori tempo massimo, come si dice. spero il tuo sia un semplice "modo di dire".

    blasfemia e bestemmia??? dipende se si è o meno credenti, per me è impossibile bestemmiare qualcosa che non esiste, problema che nemmeno mi pongo anche se capisco cosa intendi, non sono cresciuto in un eremo. si può ovviamente fare satira ed ironia sulle credenze, anzi si deve, correndo qualche pericolo. tu li metteresti in galera, che già non è poco, ma c'è chi gli farebbe di peggio.

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