martedì 6 gennaio 2009

The Coast Guard

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2002, Kim Ki-duk.

Corea del Sud. Confine costiero con quella del Nord, nemico da una vita. Pericolo: invasione di spie.
Una piccola guarnigione ha il dovere di sparare a chiunque tenti di valicare la zona.
Un soldato particolarmente zelante lo farà. Ucciderà il ragazzo di una coppietta che si era appartata di notte, col gusto del rischio, proprio in area vietata. Lo ucciderà con una violenza inaudita. I soldati già non erano in buoni rapporti con la popolazione civile, che evidentemente non ama questa "guerra permanente".

Al di là delle comprensibili rimostranze dei civili, il problema vero sono i 2 protagonisti, entrambi dei sopravvissuti della tragedia.
La ragazza impazzirà, perderà completamente il senno e continuerà a bazzicare intorno alla guarnigione. Purtroppo per lei è carina, purtroppo per lei continua a pensare al fidanzato ucciso, il cui nome è la sola cosa che pronuncia, penserà sempre all'amore e... ci saranno effetti funesti.
Il soldato anche perderà completamente la testa e diventerà, insieme e più della ragazza, un incubo per l'intera guarnigione. Personaggio terribile e ottima interpretazione, alla Mifune dei bei tempi.

Sarà in realtà pazzia collettiva. I 2 "pazzi" altro non faranno che evidenziare il delirio che sottintende, già di base, un servizio militare di quel genere.
Decisamente un film "denuncia", tra le varie cose.

Mi è piaciuto moltissimo. E' il primo film che vedo di Kim Ki-duk e devo proprio dire che il talento non manca. Le atmosfere, la tensione creata, la giusta dose di violenza, sono notevolissimi.
Guarderò certamente anche gli altri. Tra l'altro uno dei suoi film ha fornito il nickname a una mia cara amica cinefila, e ci sarà certo un perché!

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