sabato 3 gennaio 2009

I sette fratelli Cervi

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1968, Gianni Puccini

Dovevo vedere da tempo questo film. Passando casualmente durante un viaggio di lavoro, anni fa, davanti al loro museo a Gattatico (RE), nonostante la fretta mi fermai per un minuto di agnostico e rispettoso silenzio in loro onore.

Ogni mia riduzione della trama sarebbe volgare.
Meglio leggere le pagine di storia nel copioso Sito del Museo Cervi.
L'Istituto "Alcide Cervi" nasce con lo scopo di promuovere e realizzare attività scientifiche e culturali nell'ambito degli studi e delle elaborazioni delle materie che interessano l'agricoltura e il mondo rurale, indagati sotto il profilo storico, economico, sociale, giuridico, letterario e artistico.
In particolare, l'Istituto promuove ricerche, studi e iniziative in relazione alle esigenze dello sviluppo civile e sociale delle campagne e in rapporto ai movimenti popolari per il progresso dei lavoratori della terra e "ancora" in relazione alla partecipazione dei contadini alla lotta antifascista e alla Resistenza.
La parola "ancora" è virgolettata. Anzitutto lo studio del mondo rurale. Un po' stupisce, visto che la fama dei 7 fratelli è legata alla loro lotta partigiana.
Certamente questo era il pensiero di Puccini, ed anche di Zavattini che collaborò alla sceneggiatura: evidenziare anzitutto la natura contadina della famiglia Cervi. La prima e più lunga parte del film, la più bella, è un bellissimo ritratto della campagna bassa padana.

Difficile per me discutere di quest'opera in termini cinematografici, anche se lo meriterebbe. Solo questo: è un film ben fatto, più che degno del soggetto. Mi coinvolge troppo emotivamente. E' un documento storico, un giusto tributo ad una famiglia che fa onore all'Italia. Le vie e le piazze che la ricorderanno non saranno mai troppe. Non si parla di grand'uomini. Né di intellettuali, politici, scienziati. Sono persone comuni, un esempio immortale.

In Italia è stato a lungo censurato. Tuttora non compare spesso nei palinsesti. Vergognoso. Io lo renderei obbligatorio nelle scuole, insieme ad altri film. Ma non dobbiamo stupirci se conosciamo il nostro Bel Paese, dove la mamma del fascista è sempre incinta.
Fortunatamente ci sono anche Mamme Cervi. Ciò è molto incoraggiante.

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