lunedì 12 gennaio 2009

Mein Führer - La veramente vera verità su Adolf Hitler

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2007, Dani Levy.

Il titolo non è la solita "bella idea" dei distributori italiani. E' la traduzione precisa dell'originale.
Pronti via, uno si aspetta un film serio forse, dal titolo, invece è una commedia grottesco-satirica con qualche sprazzo di dubbio gusto, a mio parere, a tratti divertente, altre volte talmente senza senso che nemmeno gli attori che la interpretano, e ancora meno il regista, sanno quali facce, quali espressioni esibire per certi dialoghi e situazioni.

Indubbiamente sono un po' accecato dalle mie convinzioni politiche, estremamente avverse a nazismo e fascismo da far fatica a rispettare il titolo del film: l'ho scritto coi corretti maiuscoli di malavoglia. Alcune battute mi hanno talmente urtato che... forse era giusto così.
Chi non ha i miei limiti e riesce meglio a controllarsi sicuramente si divertirà guardandolo, e non lo biasimo, anzi lo invidio, era anche la mia intenzione, perché obiettivamente il film è divertente.

hitler è in crisi. Siamo a Dicembre del '44 e deve preparare il discorso di capodanno 1945. In una Berlino distrutta e devastata, un ammasso di mattoni, goebbels desidera che il suo grande vate riesca, con un'ultima decisiva spallata propagandistica, ad incoraggiare uno stremato popolo tedesco. Come fare? il grande capo è depresso, non riesce più ad esprimersi come una volta. Ci vuole un attore, bravo, capace di lavorare sull'oratoria come sulla psicologia. Fa arrivare questo attore: è un ebreo, "vive" in un lager con moglie e figli...
Iniziano una serie di scene una più assurda dell'altra, fino al tragicomico finale. Robe incredibili, apogeo della contraddizione. Ne esce un hitler pieno di complessi, con un'infanzia difficile, sfigato come pochi che ha trovato nella sua sciagurata vita giusto sfogo. Anche se fatto "per ridere", penso che questo ritratto non di discosti molto dalla realtà.

Questo film però ha un importanza storica, per un aspetto, ed anche questo finale non ve lo voglio dire, ve lo lascio indagare, ed è il motivo primo che mi ha spinto a guardare questo film che in Germania ha fatto discutere, a vario titolo, e non poco.... e giustamente!
Un aiutino: provate a cercare, sul catalogo che preferite, quanti film che trattano il nazismo in modo diretto, commedie o meno, sono stati prodotti in Germania. Perché questo film è una produzione assolutamente tedesca, anche se il regista è svizzero.

E se avete ancora un po' di tempo da perdere e avete qualche amico tedesco, provate a parlare con lui di nazismo, deportazioni, lager, soluzione finale. Chiedetegli anche quanto se ne parla in Germania. Nel 2008 sono stato a visitare Dachau durante un bellissimo viaggio motociclistico in solitaria e ho toccato con mano quello che già sapevo ma pensavo fosse una leggenda.
Anche in questo caso avrete di che sorprendervi. Io almeno mi sono stupito.

Insomma, è un film, per decisivi aspetti, importante. Dovevo vederlo.

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