martedì 20 gennaio 2009

La seconda volta

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1995, Mimmo Calopresti.

Un peccato svelare la trama di questo film, in fondo molto semplice. In breve, e per sommi capi, è il rapporto casuale e causale che viene a verificarsi, a 10 anni di distanza dal delitto, tra una terrorista in carcere in regime di semilibertà e la sua vittima, allora rimasta miracolosamente viva ma con ancora un proiettile nella testa, un docente universitario. Perfetti nei loro ruoli sia Moretti nel docente che Valeria Bruni Tedeschi nella più complessa parte della terrorista.

Film di breve durata, forse anche troppo. Riesce in ogni caso a toccare con precisione tutti i punti salienti di un argomento certamente difficile.

La storia non sposa alcuna parte né ne enfatizza risvolti melodrammatici. I 2 protagonisti si cercano e respingono in momenti diversi. C'è bisogno, soprattutto nel professore e comprensibilmente, di dare un perché alla propria sorte. Esigenza che verrà compresa e in parte condivisa dalla terrorista

Molto bello. L'avrei preferito di più lunga durata. Il film, come detto, è molto breve, ma lo dico egoisticamente, solo perché la trama mi coinvolgeva e avrei avuto piacere guardare ancora qualcosa. Quello che c'era da dire il film lo dice ed elegantemente evita d'indugiare.
Resta l'amaro in bocca nel finale, con la soluzione letteralmente gettata al vento dal professore, come le parole spese forse, nel cinema e nei dibattiti, su questo argomento, gli anni di piombo.

E' il cinema che mi piace, quando affronta questi temi di petto. Che apre la mente, che fa riflettere, senza risolvere e senza pregiudizi.
Assolutamente da vedere.

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