lunedì 8 marzo 2010

Crash

7
1999, David Cronenberg.

Nonostante il film sia tratto da un romanzo di James G. Ballard, non riesco a definirne una trama nel senso classico del termine.

Al limite del pornografico, proprio come il romanzo, la storia parte con una coppia che cerca esperienze sessuali forti, dentro e fuori la coppia stessa. Poi lui ha un incidente e da quel momento entra in campo un personaggio, Vaughan, che è il vero doppio-concentrato del concetto rappresentato.

E' Vaughan stesso, uomo che sembra emergere dagli inferi, o dal lato oscuro del mad-man-moon, a definire il suo uno studio, una ricerca sul "rimodellamento del corpo umano da parte della tecnologia". E' tutto qua il succo, uno stranissimo inno sadomaso alla fusione di macchine, sesso e sofferenza, ed al provare piacere carnale, etero od omo non ha importanza, in tutto questo. ...

Non so come spiegare il perché questo film mi abbia così tanto affascinato. Trasuda carnalità arrapante da ogni frame, non solo nelle scene di sesso esplicito che certo non gli difettano.

Le macchine come i corpi trasmettono gli umori di chi le ha vissute possedendole. Una macchina incidentata, meglio se di un grave incidente, più di altre: ne contiene anche i liquidi organici, le lacrime, le urla. Una macchina = una storia.
I corpi vanno sondati, come le macchine. Un corpo incidentato, meglio se dopo gravi lesioni, è trasmettitore di sofferenza, parla più di uno integro, eccita. L'ulteriore violazione del tatuaggio enfatizza. Un corpo = un dramma, che se si è avvicinato alla morte è ancora più eccitante, e quindi l'apogeo è proprio un amplesso selvaggio quando la morte la si è sfiorata da un solo istante.

Fedele alla mia scelta, ho scritto il mio solito promemoria a caldo, ma questo è un film che dovrò decisamente rivedere più avanti, rimaturarne il senso.
Per ora ne sono solo estasiato. Straordinarie sono sempre le cose che ti turbano, ti fanno scantonare da pensieri e luoghi comuni, e di questo ne ho certezza.

Imperdibile.

7 commenti:

  1. uno dei capolavori di Cronenberg, anch'io l'ho recensito e lo considero il suo miglior film. il connubio uomo-macchina raggiunge delle vette di orrore e perversione raramente eguagliate (non ti ha fatto venire in mente Tetsuo?)

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  2. hai ragionissimo, certo che ci ho pensato. mi veniva effettivamente di catalogarlo come film cyberpunk, poi non mi ci sono spinto.

    il dubbio sta nella predominante carnale di Crash. mentre in Tetsuo l'uomo è compenetrato dalla macchina, dall'acciaio, qua i "soggetti" restano distinti anche se la macchina è sia mezzo che fine. ma non è del tutto vero nemmeno questo, basti pensare alla donna piena di protesi. non so...

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    1. Roby marooooo, questo film avrei voluto recensirlo io!!!! E'dal 1998 che ci sto in fissa (in effetti il film è datato 96) e diobbuono, non so neppure io quante volte l'ho guardato e riguardato, imparato le battute a memoria e ripeute poi allo specchio! Qui la visione kronenberghiana cyber-violence,non so come chiamarla, è proprio allo zenith, la ricerca della tecnologia applicata all'incubo si spinge ben oltre le pagine del libro di Ballard da cui il film è tratto. C'è tutto in questo film: l'inconscio della modernità, il lato oscuro della vita moderna, è molto necrofilo anche a mio avviso,cioè nel senso che qui i personaggi mostrano particolare attrazione per ciò che è ESIZIALE, EXITIUM.

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  3. Quotes (oh, no le ho copiate e non lo vedo da qualche mese!) Ballard:"Non mi ha detto dove dobbiamo andare", Dott.ss Remington "Ah no? All'aeroporto se non le dispiace", Ballard: "All'aeroporto? Come mai? Ha deciso di partire?", Dott.ssa Remington: "Non ancora, anche se c'è chi pensa che dovrei farlo, un lutto nella famiglia del proprio medico mette sempre i pazienti a disagio", Ballard: "Non credo che lei si vestirà di bianco per rassicurarli", Dott.ssa Remington: "Mi metto anche in kimono se mi gira così".

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  4. Max, ti sei rifato nei commenti! :)
    cmq guarda che non sono vietate le rece #2 e anche #3. soprattutto su film delle mie rece vecchie come questa, che erano parecchio scarne, si possono riproporre senza problemi

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    1. In effetti mi stuzzica l'idea di cimentarmi in una recensione tanto impegnativa quanto affascinante, non so cosa ne potrebbe uscire fuori, magari potrei scrivere un sacco di cazzate, tu lo sai meglio di me, Kronenbeg è uno dei più ostici da recensire:D

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    2. ah se cominci a scriverlo con la K non sarà facile, ahah! qua poi devi passare per la forca caudina di Napoleone quando hai a che fare con certi registi e Cronenberg è tra quelli... ma vai tranquillo.
      consiglio: se non ti diverti mentre scrivi c'è qualcosa che non va .

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