venerdì 26 marzo 2010

Il Profeta

10
2009, Jacques Audiard.

Malik, origini arabe, orfano, in Francia e del francese analfabeta, finisce in carcere, 6 anni di condanna, appena maggiorenne. Troverà detenuti divisi in fazioni, e stranamente diventerà il protetto, ma anche servo, di un capo dei Corsi antagonista degli Arabi. Non una scelta di campo, solo la conseguenza di scelte di altri alle quali non può sottrarsi. Gli verrà chiesto di uccidere un arabo, e lo farà, per non morire lui.

Pur continuando a servire il capo dei Corsi, quando grazie a quest'ultimo comincerà ad ottenere permessi organizzerà fuori dal carcere un traffico di droga. Dentro e fuori, lentamente diventerà un leader, oniricamente supportato proprio dall'arabo ucciso e da strane visioni che gli porteranno l'appellativo del titolo.

Atipica storia di formazione che però vede il suo successo nel diventare un capo criminale. Abilità machiavellica nel saper trattare con tutte le fazioni, rendere sempre utile il suo apporto, umiltà di facciata a coprire disegni complessi nelle trattative e confidenze, freddezza e determinazione nel compiere un massacro necessario ai suoi scopi. Un ragazzo allo sbando troverà nel carcere grande ispirazione per il suo futuro, con l'effetto diametralmente contrario a quello che la detenzione si prefigge.

Tenacia ed intelligenza anche nello studiare, nell'ambiente "giusto", dove se non uccidi sei ucciso, producono questo? E' decisamente plausibile. A parte i momenti nei quali la fantasia visionaria permette scene (molto belle) dove Audiard sfoggia qualità notevoli, tutte le riprese sono ravvicinate, ansiotiche, alla ricerca del realismo duro.
La prima ora del film, propedeutica, è però piuttosto lenta, si poteva fare meglio ma penso sia una scelta voluta. Poi, quando Malik prende definitivamente coscienza del suo potenziale, gradualmente il film diventa dirompente, forte ed emozionante.

Ottimo! Decisamente da non perdere.


10 commenti:

  1. Decisamente intrigante. E decisamente verosimile l'effetto "contrario" della detenzione in carcere...

    RispondiElimina
  2. Aspettavo la tua recensione, secondo me hai visto giusto, anch'io penso che avrebbe giovato al film qualche lungaggine di meno nel racconto, a favore di altri aspetti che meritavano più approfondimento e scorrono via invece troppo velocemente. E' un film complesso, difficile e anche coraggioso. Alla fine mi sono posta tante domande a cui ancora non so (o non voglio) dare risposta. Bravo Rahim!

    RispondiElimina
  3. Molto bravo l'attore protagonista, sì!

    RispondiElimina
  4. E' stata un'impresa ma sono arrivato alla fine.
    Impresa non tanto vedere il film ma stare due ore e mezza seduto.
    Nonostante la poltrona comoda e lo spazio davanti che permetteva di allungarmi ne sono uscito con le chiappe quadrate.
    Ad un certo punto , muovendo una gamba , ho sentito che stava per arrivare un crampo.
    Mi vedevo già saltellare nel cinema per cercare di farlo passare.
    Mi immaginavo cosa avrebbe pensato Robydick (ero a vedere il film con lui).
    Incontri per la prima volta una persona e il tuo biglietto da visita è saltellare nella platea buia di un cinema.
    Passiamo al film.(il crampo per fortuna si è fermato)
    Lo ammetto non è il genere di storia che mi appassiona.
    Troppo legata alla realtà.
    Due ore e mezzo di film eppure per me ci sono cose , nella storia , non chiare non approfondite.
    Il profeta (un profeta) ma il film non mi ha convinto sul perché lo sia diventato.
    Ok situazioni contingenti opportunità di sopravvivenza.
    Ho visto film in cui i delinquenti con il loro comportamento e le parole davano una motivazione , non accettabile , ma che giustificava il loro stile di vita.
    Qui sembra che semplicemente ci si sia trovato in mezzo.
    Sembra che il ragazzo sia semplicemente figlio del suo tempo e non ci sia possibilità di riscatto ma solo di diventare Il profeta dell'ambiente malsano in cui la vita o la sfiga ti ha buttato.
    Magari è quello che il regista voleva.
    Io probabilmente non l'ho capito (il regista) ma mi aspetto di più da una storia che dura due ore e mezzo.
    Una cosa che ho apprezzato sono le scene oniriche probabilmente perché mi allontanavano dalla parte reale del film e la canzone nel finale del film. Grazia , tu che sei un'esperta , in Italia era cantata da Milva e forse anche da Milly?
    E qui torniamo all'inizio non è il genere di storia che mi appassiona.
    Come si sul dire non tutti i mali vengono per nuocere.
    A quanto ricordo erano circa diciassette anni che non entravo in un cinema.
    Perciò ricorderò questo film per due cose.
    Il mio ritorno al cinema e per aver conosciuto Robydick.
    Considero entrambe le cose positive.
    Perciò Robydick ok facciamolo ancora ma per favore non più di un'ora e quaranta (va beh dai massimo due ore) se no veramente la prossima mi porto in sala una bottiglia di vino che dovrebbe funzionare come cordiale.

    Ciao Michele

    RispondiElimina
  5. @ Michele: in effetti, conoscendoti, ero molto preoccupata per la tua sopravvivenza, soprattutto fisica.
    Sono contenta di sentirti dire che ne è valsa la pena e, dopo 17 anni, era ora no? per tanti validi motivi.
    Condivido alcune cose che hai scritto sul film.
    Riguardo alle storie legate alla realtà che non ti appassionano più di tanto, ne abbiamo discusso troppe volte...
    Il brano di Weill/Brecht alla fine (mack the knife)è senz'altro nel repertorio di Milva, ma penso anche di Milly.

    RispondiElimina
  6. Be' è stata una serata piacevolissima! Piacere reciproco per la conoscenza.
    Anche per me 2 ore e mezza a fila seduto sono pesanti. Saperlo prima che la sala sarebbe stata semideserta una bottiglia la potevamo imboscare e portarla dentro effettivamente! :-)
    Vedremo anche di conciliare un film più adeguato ai tuoi gusti oltre che ai miei.

    RispondiElimina
  7. Molto bello Roby, anche se di film su galera e criminali ce ne sono di molto più belli:)

    RispondiElimina
  8. certo, anche se questo a quella particolarità "morale"... penso sempre a Clint ed Alcatraz: leggenda.
    tra l'altro sta per uscire "Cella 211" che promette bene,

    RispondiElimina
  9. audiard. film molto bello. la scena dell'omicidio di iniziazione è da antologia. mi era piaciuto abbastanza anche sulle mie labbra. non ho visto tutti i battiti del mio cuore

    RispondiElimina
  10. ciao eustaki. anch'io non li ho visti gli altri per ora.
    non perderti cella 211, ottimo anche quello. ;-)

    RispondiElimina