giovedì 11 marzo 2010

Kairo - Pulse

12
2001, Kiyoshi Kurosawa.

Due bidoni a fila non m'era mai capitato. Qui avevo puntato su un cavallo vincente per andare sul sicuro, film menzionato tra i migliori horror del primo decennio del XXI sec.

Dei giovani che lavorano in un giardino-vivaio sul tetto di un palazzo
perdono i contatti con un loro collega. Andati a casa sua, lo si scopre camminare come uno zombie e subito dopo muore suicida.
Inizia una catena di morti inspiegabili. Contemporaneamente si vedono, solo tramite internet, delle presenze inquietanti aggirarsi per Tokyo, in particolare in stanze, appartamenti... Alcuni, quasi a volersi proteggere da questi "fantasmi", sigillano le porte con del nastro rosso...

Dopo la "modica cifra" di 50 min si comincia a sentire un dialogo sensato (eufemismo forzato) che fa delle ipotesi su cosa sta accadendo: il regno dei morti non ha più spazio sufficiente a contenerli (crisi mistica degli alloggi?) allora questi non hanno alternative se non di tornare tra i vivi e (non se ne capisce la ragione) procurarne la morte (e i morti aumentano a dismisura, come facciamo a fare spazio nel regno dei morti?).

Pretendere che i morti abbiano pur minime cognizioni di economia sociale e di urbanistica è troppo effettivamente. Come i cablaggi di internet possano c'entrare con un loro riapprodo nel regno dei vivi è un vero rebus. E se internet non c'era che facevano, si scannavano nell'Ade?
Storia che non sta in piedi nemmeno nella fantasia, recitazioni (eufemismo forzatissimo) pupazzesche, si salvano le immagini di una Tokyo deserta e fumante dal sapore post-atomico. Si salva anche un certo modo di riprendere, mi sono piaciuti diversi piani sequenza, alcuni sugli esterni dei palazzi in particolare. Indubbiamente Kurosawa ha talento con l'attrezzo principe del cinema.

Pare che il remake del 2006 sia ancora peggio di questo. Non oso immaginare.
Prometto e giuro solennemente che il prossimo film recensito sarà un bel film!

12 commenti:

  1. NOOOOO!!!! è uno dei miei film giapponesi preferiti! Anch'io l'ho recensito, e se al mondo ci sono due recensioni una l'opposto dell'altra sono le nostre due XD

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  2. eh, è un po' anche colpa tua se l'ho visto, ahah!
    ma ti prego di tollerare con compassione il mio parere, non so davvero cosa farci, quello è.
    ti confesso un pregiudizio nei confronti di fantasmi, zombie (di guardare romero non ci penso minimamente!) ed affini. salvo eccezioni non mi sono mai piaciuti. anche orphanage l'ho quasi stroncato, non a caso. questo lo sapevo di cosa parlava ma ne avevo letto così bene in giro, e ci ho provato... pazienza :)

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  3. Arrivo Roby...sto visionando in cerca di qualcosa di decente :)) Anche per me è un periodo di bidoni mannaggia...

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  4. grazie vitone, ci conto! :D
    tsukamoto finiti purtroppo, ma ho una serie di Miike (!!!!) da slurparmi ;-)

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  5. Forse è un film polemica contro la crisi giapponese e la storia degli alloggi/bara, fino a poco tempo fa affittati per una notte a due soldi e una lira a uomini d'affari e ubriaconi molesti, oggi diventati vere e proprie abitazioni/bara per i crescenti squattrinati ex milionari? No, probabilmente no.

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  6. ahah! è un'ipotesi sensata. :-)
    quei nidi-di-ragno sono veramente allucinanti, non capirò mai come fanno a viverci.

    benvenuta anche qua Valentina, mi fa piacere!

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  7. Di Kiyoshi Kurosawa conosco Cure e mi era piaciuto assai assai, cosa strana considerate le mie difficoltà col cinema giapponese contemporaneo, ma è più thrilling che horror.

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  8. Nel caso volessi rivisitare questo regista...
    Anche dell'ultimo (Tokyo sonata) si dice molto bene.

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  9. ho visto solo il remake americano: davvero penoso

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  10. Oddio nell'Ade un capolavoro visivo e narrativo, uno degli horror giapponesi più grandi mai girati. Che tempi... :(

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  11. oh ma vabbe', se vuoi l'Ade glielo tolgo pure, tanto... ma quando l'ho visto m'ha fatto veramente una penosa impressione, e considera che ero in un periodo molto favorevole con gli orientali

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