mercoledì 3 marzo 2010

La signora di Shangai

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1948, Orson Welles.

Un marinaio a passeggio per New York, O'Hara interpretato dallo stesso Welles, si prende una scuffia per una bionda fata su una piccola carrozza. La salva con molta facilità da un tentativo di rapina ed entra nelle sue grazie. 2001, Giuseppe M. Gaudino, Nanni MorettiIl marito di lei, noto avvocato, lo assume come marinaio sul suo yacht per un viaggio, dove li raggiungerà anche il socio dell'avvocato.

O'Hara fiuta la poco chiara situazione, ha poi un passato poco pulito con una condanna per omicidio sulle spalle. Nonostante la sua diffidenza si troverà però coinvolto in un gioco molto complicato, al quale serve un capro espiatorio...

Welles in quel ruolo non sono proprio riuscito ad immaginarmelo.  Le scene d'azione, scazzottate, lotte, non sono decisamente il suo forte, anche per l'epoca sono di basso profilo. Meglio avrebbe fatto forse nel ruolo dell'avvocato, tra l'altro il personaggio più "nero" ed anche il meglio interpretato, da Everett Sloane. C'è un non-so-che di troppo hollywoodiano a rendere il film, come dire, non atipico come t'aspetteresti da cotanto regista. Forse, anzi probabilmente, qualche ingrediente commerciale gli è stato imposto.
A contribuire alla sensazione descritta la solita, impeccabile ma omologante ed omogeneizzante doppiatura. Con quelle voci i film stranieri sembrano tutti uguali, con gli stessi attori. Si perde completamente il reale timbro di voce che il regista ha voluto dare e che quindi non è possibile conoscere.

Giallo-noir che, a parte la trama machiavellicamente intricata ed alcune scene in cui emerge il suo genio (il finale è super!) non mi ha convinto del tutto. Si può vedere quindi, anche se con puro interesse storico-cinefilo.
Diciamo che Welles ha timbrato il cartellino e portato a casa piccioli per ben altri progetti? Diciamolo.

2 commenti:

  1. Dici bene nel finale. La storia ci ha tramandato il fatto che Welles diresse "La signora di Shangai" perché trovandosi a Boston senza i soldi per riscattare i costumi di uno spettacolo teatrale ("Il giro del mondo in 80 giorni") decise di telefonare ad un produttore promettendogli di girare un film in cambio dei 50.000$ necessari per riscattare i costumi. La leggenda vuole che Welles, mentre telefonava, prese un libro a caso dall'edicola della stazione di Boston e disse al produttore di acquistarne i diritti, che lui ne avrebbe fatto un film.

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  2. ciao Flavio!
    grazie per la storia-retroscena, non la conoscevo proprio.
    addirittura un libro a caso? incredibile :)

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