sabato 20 marzo 2010

La promessa dell'assassino

8
2007, David Cronenberg.

Un omicidio da un barbiere a Londra, nel più classico clichè da mafia italiana, ma qui si parla di quella russa. E s'introduce il soggetto.
Una ragazza giovanissima partorisce in pessime condizioni, muore ma vive la figlia. La dottoressa (origini russe, guarda la coincidenza) scopre un diario
della ragazza e cerca i suoi parenti. Troverà effettivamente una famiglia, ma non nel senso affettivo del termine. Quel diario sarà fonte di non pochi problemi...

Ho letto mirabilie di questo film. Mha... io, ad essere sincero, mi aspettavo qualcosa di più da Cronenberg, e voglio essere tenero. Manca tutta la verve, la tensione potente, l'angoscia, quel po' di horror. Si salvano giusto un paio di scene. Trama un po' scontata, e sono tenero anche qua.

Ottimo Vigo Mortensen, splendidissima al solito Naomi Watts, Cassel poteva essere risparmiato dal budget.

Cronenberg da botteghino, si può decisamente non vedere.

8 commenti:

  1. più che altro è il finale (la rivelazione sull'identità di Mortensen) a lasciare spiazzati: a che pro? Il film sarebbe funzionato molto meglio senza. Bene o male, l'ossessione del regista per il corpo e il suo mutamento è presente anche qui: il corpo (attraverso i tatuaggi) racconta la storia di un individuo e ne segna in qualche modo il destino...anche per me non è fra i migliori Cronenberg, ma qua e là i suoi temi compaiono, dietro la facciata di canonico film gangsteristico.

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  2. be' sì ma sai, questa cosa dei tatuaggi... non è così "originale", rientra nel canonico, ottimo aggettivo che sintetizza quello che penso. siccome è Cronenberg si pensa quello che dici, ma se fosse stato un altro non avresti notato la cosa, che in fondo non ha nulla di speciale, è fin banale. :)

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  3. D'accordo con te. Visto qualche tempo fa, e la sola cosa che ricordo è che mi era "abbastanza piaciuto". Fosse stato un capolavoro, mi si sarebbe impresso nella memoria molto di più.

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  4. Anche a me ha deluso, peccato.. specie dopo un capolavoro come "A history of violence"

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  5. Ah beh, allora questo film...è crudo....molto crudo no? Ma forse doveva essere così...alla fine l'ho trovato interessante...un noir molto sottile e potente. Basta leggere questa frase...
    *Come posso diventare re, se il re è ancora al suo posto*, un grande Vigo comunque...

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  6. be' dai, da "crono" questo è troppo poco ;-)
    crudo dici? forse era meglio cuocerlo un po' di più :D

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  7. Io l'ho apprezzato molto e senza fare confronti. Faccio sempre così quando vedo tutto di un regista. E scelgo di vederli a distanza! Se lo confrontiamo non ne usciamo più, ma considerato a sé è esattamente quel che, secondo me, avrebbe voluto essere: fine! :)

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  8. hai ragione petro', e fai bene. io invece mi faccio spesso condizionare dalle aspettative, e forse faccio bene pur'io... ahah!
    dos besos :**

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