lunedì 1 marzo 2010

Unagi - L'anguilla

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1997, Shohei Imamura.

Comincio da questa Palma d'Oro la mia esplorazione del Cinema di questo grande regista, perché posso dirlo subito che lo è, al primo film.

Una storia molto dura all'inizio quella di Yamashita, che uccide la moglie il flagrante adulterio.
Dopo 8 anni di prigione esce in libertà vigilata, non possiede nulla se non un'anguilla addomesticata. Va a vivere in una zona degradata non scelta da lui, vicino ad una palude impianta un negozio di parrucchiere, sotto la costante vigilanza del prete del tempio locale, suo tutore. Nella zona ci sono altri "personaggi" sotto la vigilanza del prete, e quelli che non lo sono nemmeno normali-normali sono.

Tra questi arriva Keiko, dopo un tentativo di suicidio. Giovane, bella e terribilmente somigliante alla moglie trucidata, che si affeziona molto all'uomo nonostante egli sia estremamente scostante. Il negozio dopo il suo arrivo va a gonfie vele, ma...

Insomma, è un film che narra di persone dalle vite un po' incasinate che s'intrecciano, alcune tra quelle che ruotano intorno ai 2 protagonisti poi sono simpaticamente grottesche con tracce di sana follia evidenti. Nei 2 drammi s'innestano, non da subito ma in crescendo, scene di comicità vivace e caotica ed anche il finale, che non t'aspetti, è molto ottimista.

Dal dramma alla commedia.
In mezzo un filo rosso, l'anguilla con cui Yamashita parla e si confida. L'animale, ben trattato col massimo riguardo, è docile e paziente, ascolta con tolleranza e non commenta.
Pesce molto amato dai palati nipponici, è anche simbolo di tenacia nella sofferenza per le incredibili avventure che deve compiere per la riproduzione, paragonabili nel sacrificio solo a quelle del salmone.
E' poi un pesce che si pascia nel fango, un elemento importante. Il fiore del loto che cresce nello stagno melmoso è una metafora molto importante nel Buddismo.

Decisamente da vedere.
Stringere i denti all'inizio, sembra senza senso ed incomprensibile, poi tutte le pedine si posizionano magicamente ed anche alcune scene iniziali diventano divertenti, col senno di poi.

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