martedì 23 marzo 2010

L'ultimo inquisitore

5
2006, Milos Forman.

Già nei titoli di testa vengono illustrati una serie di disegni che mostrano un mondo brutale, dove la religione è compartecipe di quanto accade. Subito si comprende l'autore di quei bellissimi disegni: Francisco Goya, pittore dei reali di Spagna.

Siamo nel 1792, 3 anni prima c'è stata la rivoluzione francese.
I manifesti di Goya che vengono stampati e distribuiti sono oggetto di discussione del santo uffizio. Indipendentemente dalla Francia, da tempo l'inquisizione ha "rallentato" l'opera persecutoria, ma anche e con pretesto dei manifesti, l'intento di tornare ad inasprire i controlli, perorato da padre Lorenzo Casamares viene accolto. Ritorna il terrore...

Per futili motivi viene processata, e quindi torturata ed imprigionata, Inés Bilbatua, giovane figlia di un ricco commerciante il quale non riuscirà a liberarla ma si vendicherà con Lorenzo esponendolo ad un tale ridicolo da costringerlo a fuggire. Tornerà Lorenzo, 15 anni dopo, riciclatosi coi rivoluzionari francesi che nel frattempo decidono di esportare gli ideali della rivoluzione.... eccetera eccetera. Una storia lunghissima ricca di avvenimenti e colpi di scena, orrori di miseria, fede e guerra, racchiusi in 110' di avvincente visione.

Un gran film insomma, con anche una ricostruzione di ambienti e costumi di notevolissima fattura, con una consistente profusione di mezzi e comparse degna d'un kolossal.
Come il titolo originale "Goya's Ghosts" ci ricorda, è proprio il grande pittore spagnolo lo spettatore privilegiato di tutte le vicende. Sempre coinvolto in qualche modo, la protezione di cui godeva gli permise di ritrarre tutto con una buona dose di realismo ed obiettività, pur non superando mai i limiti che avrebbero potuto portare ad uno scontro tra chiesa e regnanti. Questa sua "neutralità" gli starà stretta.
Il personaggio invece più controverso è proprio Lorenzo, interpretato alla grande da uno dei più grandi attori, a mio parere, del momento: Javier Bardem. Cinico opportunista ed arrivista, in realtà figlio dei tempi che troverà sull'ultima scelta da compiere un singulto di dignità. Cambierà ruolo e posizione ma mai intima sostanza.

Film per tutti anche se qualche cattolico irragionevole potrebbe trovarvi motivi di disturbo. Forse anche per questo non ha avuto, in Italia, il successo di botteghino che poteva attendersi.
Merita decisamente la visione.

5 commenti:

  1. Quando viene torturato lui stesso(Lorenzo) dal padre della ragazza è una scena memorabile:)

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  2. Confermo. Anche l'ingresso in Spagna dei francesi è girato alla grande.

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  3. D'accordo sulla grandezza di Bardem, e sulla piccineria da parrocchietta che ha "silenziato" questo film in italiA. (Segnalo un piccolo refuso, che secondo me hai messo apposta per vedere se leggiamo davvero le recensoni: 1972?) :D

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  4. OPS! das ist eroren ti sbaglien ja! :D
    1792 ovviamente, grazie.

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  5. Uh, che strano Roby, non pensavo (chissà perché!) che ti interessasse questo genere di film. Spero allora tu abbia visto anche Amadeus!
    Grande Milos Forman, grande anche negli affreschi d'epoca (e qui il mio pensiero va immediatamente allo splendido "Barry Lindon" di Kubrik).

    C'è poco da censurare le atrocità dell'inquisizione, sarebbe come negare l'olocausto, con la differenza che è durata molto ma molto di più, e una parte della chiesa cattolica da tempo ne ha fatto ammenda (doverosamente e sinceramente, si spera), per quel che può servire.

    Tornando al film, sono rimasta un po' delusa per la figura - ammettiamolo - piuttosto ambigua che emerge del grande Goya. Tu dici "neutrale" Roby, e forse è ancor peggio. Mi aspettavo qualcosa di più da uno che fu il primo pittore di corte a ritrarre senza sconti i membri della famiglia reale in tutta la loro sfolgorante... bruttezza! Scherzo naturalmente, con l'inquisizione ci voleva ben altro genere di coraggio, e poi non so quanto si tratti di fatti storicamente provati.

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