venerdì 17 agosto 2007

Fratelli

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1996, Abel Ferrara.

Un grande cast d'attori per un film davvero particolare... o non lo è?

Uno dei 3 fratelli, italiani, muore assassinato. E' una "famiglia" molto unita.
Con una serie di flashback si ripercorrono le tappe fondamentali della vita del morto e dei fratelli, che si occupavano di pizzo, estorsioni, del cosidetto "sindacato"... solite cose d'un film che parla di mafiosi italoamericani.

E dov'è allora la particolarità?
Di mafia vera ce n'è poca ed il film si sviluppa soprattutto negli episodi, nei dialoghi che da una parte danno l'esatta dimensione criminale del fenomeno, dall'altra ne mettono in risalto l'ipocrisia religiosa ed etica. Il film, senza retorica, costituisce una durissima condanna della mafia, dei suoi falsi miti, della sua falsa religiosità, della falsissima umanità dei suoi protagonisti. Solo un breve monologo della bravissima attrice Annabella Sciorra (già ammirata in Jungle Fever si Spike Lee) costituisce una condanna esplicitamente verbale. Notevolissima anche l'interpretazione di Chris Penn.
Non era semplice concludere questo film, eppure il finale non poteva essere più azzeccato e coerente.

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