venerdì 31 agosto 2007

Jules e Jim

2

1962, François Truffaut.

Inizi del '900. Jules è di origini austriache, Jim francese doc, vivono a Parigi un'amicizia intensissima, fatta di dialoghi, bellezza artistica, piacere di vivere. Sono entrambi dei letterati, uomini di cultura. Jules è d'una dolcezza infinita, Jim è più "pratico" ed ha grande dimestichezza con le donne. La loro vita percorrerà vari eventi storici, come la guerra del '15-'18 fino all'avvento del nazismo, ma sarà soprattutto un percorso nella conoscenza dei sentimenti reciproci e dei loro nei confronti di Catherine, femme fatale che irromperà nella loro vita.

E' davvero curioso. Dopo pochi minuti del film mi sono sentito proiettato in pieno neo-romanticismo ed il pensiero è andato immediatamente alla lettura (ahimé, tanti anni fa ormai) di 2 libri del grande Goethe, a "I dolori del giovane Werther" ma soprattutto, tantissimo, a "Le affinità elettive", quando appunto irrompe Catherine nella storia e si percepisce che entrambi i grandi amici provano per lei un forte amore. Quando poi vedo il quadretto familiare sul Reno, allora lì i dubbi spariscono tutti, e, stupore, le "affinità" compaiono in carta e copertina protagoniste del film.

Film bellissimo, meraviglioso, secondo alcuni il più bello di Truffaut anche se io, francamente, i film di Truffaut sin qui visti li amo tutti e fatico a fare una classifica.


2 commenti:

  1. Ecco la mia:
    1) L'enfant sauvage
    2) L'histoire de Adele H.
    3) Les quatre-cent coups
    4) L'argent de poche
    5) En histoire americaine
    6) L'amour en fuite
    7) La signora della porta accanto (nn ricordo il titolo in originale)
    8) Jules et Jim
    9) Tirez sur le pianiste
    10) L'homme qui amait les femmes.
    Gli altri, chi più chi meno, a pari merito a seguire.

    Te lo ricordavi che il nostro aveva partecipato in un piccolo ruolo negli Incontri ravvicinati di Spielberg? Io no...

    RispondiElimina
  2. questa chicca mi mancava! :)
    sono sicuro sarebbe stato anche un grande attore, pensa solo a "La camera verde", ma tutto sommato... sono felice abbia fatto soprattutto il regista.

    RispondiElimina