venerdì 10 agosto 2007

Le Quattro Giornate di Napoli

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1962, Nanni Loy.

Il produttore ringrazia gli attori che, in omaggio al "Popolo Napoletano" - vero interprete delle "QUATTRO GIORNATE" - hanno aderito a partecipare in anonimo al film.

Ecco come finiscono i titoli di testa, dopo regista, sceneggiatore, montatore, ecc..., ma non si faticherà a riconoscere Volonté, Lea Massari ed altri ... e che altri!, Il meglio tra gli attori di prosa napoletani.

Ma l'affermazione è corretta, perché i nodi alla gola verranno per l'incredibile partecipazione popolare, sentitissima, di tanti napoletani "comuni" a questo film. La cosa non stupisce, perché nel 1962 il ricordo di quei 4 lunghissimi giorni dopo l'armistizio doveva essere ancora caldissimo.

Settembre 1943. Napoli "finge" una vita normale. La povertà è tale, e la voglia di scamparla pure, da portare la prefettura ad affiggere quest'annuncio: "E' vietato farsi arrestare per potersi assicurare l'internamento nelle carceri onde poter mangiare. I trasgressori saranno puniti". E come li avrebbero puniti? mha...
Sentito alla radio il comunicato di Badoglio la prima impressione è che la guerra è finita, parte una festa, tutti festeggiano persino insieme ai tedeschi, ma poi... sappiamo che le cose non andarono così. Gli americani s'avvicinano, sono a Salerno, poi a Capri, ad Ischia, ma a Napoli quando arrivano? ...

4 gg da imprimere nella memoria di ogni napoletano ma non solo. Ogni scena è pregna di messaggi chiari e lampanti, delle quali davvero non vi racconto nulla perché ogni piccola menzione sarebbe un clamoroso spoiler.

Chi può si goda questo meraviglioso film, invotabile, talmente realista da sembrare un film di repertorio a tratti. E' La Storia del popolo, raccontata coi suoi occhi.

Ricordare bene cos'è stata la grande guerra fa molto bene alla salute... mentale.

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