domenica 26 agosto 2007

Andrej Rublev

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1966, Andreij Tarkovsky.

Ogni tanto discutiamo su quali film possano essere definiti capolavori. A volte, per l'entusiasmo, ammetto che l'aggettivo mi scappa di mano.
Ma qui no, siamo al cospetto, davvero, d'un'opera titanica, per trama, studio del soggetto e dell'ambientazione, per tutto. E' definita una delle grandi opere degli anni '60 ed io aggiungo che è un Capolavoro di tutti i tempi.

Il film, prodotto nel 1966 con sforzi enormi che si comprendono solo guardandolo e conoscendo la situazione dell'URSS di quegli anni, fu censurato, uscì dal paese solo 6 anni dopo ed arrivò in Italia addirittura nel 1975. I "perché" della censura sono evidentissimi...

Andrej Rublev è un monaco vissuto a cavallo tra il 1300 e il '400. E' un personaggio realmente vissuto.
A quell'epoca la Russia era dominata da diversi invasori, in particolare dai Tartari. La vita dei contadini è delle più atroci mai patite da quei popoli, soggetti alle tirannie dei signorotti locali spesso alleati coi tartari per sbrigare le loro beghe ed alle vessazioni e scorribande ferocissime dei tartari stessi.
In questo contesto procedono gli episodi nei quali si muove Rublev, pittore di grandissimo talento ed uomo di fede cristallina, e ripercorrendo la sua vita si "rivivono" passi importanti della bibbia ed anche si rileggono discorsi e scritti del famoso monaco. Rublev interpreta sempre le scritture con una visione caritatevole delle stesse, che spinge alla compassione verso le persone anche dopo i peggiori avvenimenti. Tarkovskij traccia così un'anima religiosa del popolo russo, sia con la vita di Rublev che con il comportamento della popolazione, un'anima inattacabile che nemmeno la distruzione delle chiese può piegare.

La regia è semplicemente da manuale del Cinema, alcune riprese lasciano allibiti, da brividi. C'è un uso avanzatissimo del punto di ripresa, considerata anche l'epoca, il bianco e nero è sublime, le interpretazioni degli attori intense, la riproduzione storica attenta ad ogni dettaglio.
Il finale ha un messaggio evidente. Ve lo lascio scoprire. Vi dico solo che sarà a colori, giustamente, con una musica perfetta.

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