giovedì 30 agosto 2007

Il deserto rosso

3

1964, Michelangelo Antonioni.

Povera Monica Vitti, sempre a far la parte della nevrotica con Antonioni!
Ma è bravissima, poi qui è spalleggiata dal grande Richard Harris, ed ha anche ottimi motivi per essere in quelle condizioni. Il suo personaggio, moglie di un dirigente di azienda siderurgica nei pressi del porto di Ravenna, ha da poco avuto un incidente stradale, senza danni fisici però traumatizzante. Il marito è tranquillo fino alla freddezza, lei non percepisce vicinanza ed al tempo stesso è conscia del suo bisogno di contatto con le altre persone.

Trama al solito scarna. Scene al solito stupendamente girate. Qui ce ne sono davvero alcune, UNA in particolare girata sulla "spiaggia rosa", che sono da storia del cinema e che a vederle non ci si capacita! Tutta l'ambientazione è terribilmente brutta paesaggisticamente. Il porto, l'azienda siderurgica, la raffineria, inquinamento a più non posso, mare che sembra petrolio, puzza e schifezza immane... un deserto, davvero, generato dall'industria, tranne quel momento... ma già vi ho dato un indizio, solo per intrigarvi, guardatevi questo leone d'oro ed incanterete e bisogna guardarlo tutto per capire il senso di quella scena.

Primo film a colori di Antonioni, che ha scelto Carlo Di Palma per la fotografia, centrando in pieno.

Permettetemi una considerazione personale.
Antonioni è citato spesso da tanti grandi registi come Il Maestro. Be', come si concretizza poi questa loro ammirazione per non dire venerazione? In questo film ho visto qualcosa di Tarantino e soprattutto molto, moltissimo di David Linch, alcune inquadrature ricordavano alla grandissima Mulholland Drive.

3 commenti:

  1. film davvero interessante a livello estetico.Uso del colore magistrale,il paesaggio lugubre e' la sintesi della distorta situazione interiore della protagonista. Il mal di vivere e' colto fin troppo bene dalla vitti, tanto quasi da far immedesimare lo spettatore. Bellissima scena finale con trinfo visionario che sposta dalla parte opposta la pesantezza del grigiume industriale verso mari cristallini purificati dai veleni delle fabbriche.

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  2. grazie redroom per aver commentato, ottimamente, questo splendido film, mi ha fatto piacere :)

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  3. @robydick: ti ringrazio e' un piacere discutere di cinema ed è soprattutto stimolante su questo spazio che hai creato! Saluti e continua cosi'!

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